Campane a festa alla Chiassa, per ricordare i 71 anni dall

 

 

Allora era stato per sottolineare la fine di tre drammatiche giornate, che solo per un miracolo, concretizzatosi grazie all’eroico impegno di due giovani partigiani, non si erano trasformate in una delle stragi più cruente del territorio aretino.

Adesso invece, è stato per ricordare di nuovo quei due giovani, Gianni Mineo di Bagheria e Giuseppe Rosadi della Chiassa, ai quali nel 2014 è stata dedicata una lapide di fronte alla chiesa e intitolato il Parco Pubblico del paese.

La cerimonia semplice, ma significativa, è stata organizzata dal Comitato PatriOnor Eroi Dimenticati assieme alla Parrocchia, al Registro Italiano Amici dei LampeggiatoriBlu Storici e con il patrocinio della Provincia del Comune di Arezzo e di altre Associazioni.

Sulla Piazza della chiesa, alla presenza di Caterina Mineo e Gabriella Baldi Rosadi, figlie dei due Eroi, intervenute assieme ad altri parenti, un picchetto dell’Associazione Paracadutisti unito ad una rappresentanza di Carristi, ha reso gli onori al Gen. C. A. On. Domenico Rossi, Sottosegretario alla Difesa. Tra le Autorità locali, spiccava il Sindaco di Arezzo, Ing. Alessandro Ghinelli, alla sua prima uscita ufficiale con Fascia Tricolore. Accanto a lui la Sen. Donella Mattesini, un rappresentante della Provincia e il Colonnello dei Carabinieri Luigi Arnaldo Cieri, Comandante Provinciale dell’Arma.

Dopo la celebrazione della Messa da parte del parroco, don Mario Verdelli, in suffragio di tutti coloro che in vari modi furono protagonisti dei “Giorni della Chiassa”, sono seguiti sulla Piazza gli interventi dei rappresentanti del Comitato e delle Autorità.

Tutti hanno sottolineato l’importanza dell’eroico gesto di Gianni Mineo e Giuseppe Rosadi, che salvarono oltre 200 civili dalla fucilazione, rischiando la loro vita con assoluta gratuità. E se il Sindaco Ghinelli ha affermato che una cerimonia come quella della Chiassa, con i suoi importanti messaggi, nel futuro dovrà essere organizzata dall’Amministrazione Comunale, il Sottosegretario Rossi, tra le altre cose ha voluto sottolineare il “forte messaggio” lasciatoci da Mineo e Rosadi, nonché ribadire lui, figlio di un Civitellino, quanto detto l’anno scorso: “… avrei voluto anche io che ci fossero stati a suo tempo un Mineo e un Rosadi a Civitella …”.

Sulle note de “La Vita è bella”, la cerimonia si è conclusa, tra i saluti e gli abbracci di coloro che nel 1944 erano rinchiusi nella chiesa della Chiassa e i familiari di Gianni Mineo e Giuseppe Rosadi.

 

Santino Gallorini

Ufficio Stampa

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