Il Fabbricante di emozioni e il suo progetto solidale

 

 

 

Giuseppe Cederna è il figlio del grande giornalista, ambientalista, scrittore e politico Antonio Cederna, che nel dopoguerra si batté con forza nella difesa dei nostri centri storici, minacciati dalla speculazione edilizia; è anche nipote della famosa giornalista e scrittrice Camilla Cederna. Ma soprattutto è un grande “fabbricante di emozioni”, che poi elargisce in abbondanza al suo pubblico.

Credo che in tanti lo ricordino nel film Oscar “Mediterraneo”, nella parte dell’attendente Antonio Farina, che sposerà Vassilissa, la prostituta del paese e per amore rimarrà là, della piccola e stupenda isola dell’Egeo. Giuseppe Cederna ha recitato in tanti altri film di noti registi – come Salvatores o Marshall – in teatro ed ha lavorato anche come regista. Inoltre, ha scritto alcuni libri legati a suoi viaggi. Sì, perché dai primi anni ’90 ha incominciato a viaggiare per il mondo, sia come testimonial dell’Ong African Medical and Research Foundation, che per sua curiosità e da questi viaggi ha spesso costruito degli emozionanti racconti.

A Poppi – presente un altro famoso globe-trotter e scrittore, per giunta aretino: Tito Barbini – Giuseppe Cederna ha emozionato i presenti con le sue belle storie di viaggi, di incontri, di distacchi. Ha recitato intense poesie, ha letto pagine dei suoi libri. Sempre affabile, gentile, umile, simpatico, autoironico.

Poi ha raccontato ai presenti un’altra storia. Proprio nel corso di uno dei suoi viaggi, diretto alle sorgenti del Gange, Cederna arrivò nel piccolo villaggio indiano di Barsu. Vi tornò altre volte gli anni seguenti e scoprì che per la grande distanza dagli ospedali e la scarsità di auto, gli abitanti erano spesso soggetti a morti evitabili. In special modo, erano vittime di questi decessi le donne, che eseguono quasi tutti i lavori più duri, anche quando sono ammalate o fino agli ultimissimi giorni di gravidanza. Molte le morti per parto e in percentuale impressionante (75%) le donne che hanno subito la rimozione dell’utero.

La sua sensibilità, lo ha portato ad interessarsi del problema di Barsu. Ha partecipato alla nascita di un’iniziativa, condotta da un gruppo di ragazze tra i 16 ed i 24 anni, volta ad aumentare la conoscenza, tra le donne di Barsu e dei villaggi vicini, del proprio corpo, dell’indispensabile igiene, della necessità di astenersi dai lavori pesanti durante la maternità. Inoltre, alcune ragazze stanno frequentando dei corsi presso ospedali indiani, in modo da poter intervenire sul loro territorio, in situazioni di emergenza.

Per dare continuità a questa iniziativa, assieme a degli amici ha fondato una Onlus: “Una cosa giusta – Giampiero Bianchi”, in ricordo di un amico che era stato a Barsu e successivamente scomparso.

Credo che sia importante far conoscere questa iniziativa solidale, anche per ringraziare Giuseppe Cederna delle tante emozioni che ci ha regalato.

Per saperne di più:

http://es-la.facebook.com/events/260326130708462/

www.youtube.com/watch?v=eTHDos8LNek

Santino Gallorini

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