Colpo di Scena nell’Assemblea del Pd di Arezzo

Durante l’assemblea del Partito Democratico di Arezzo, svoltasi all’Hotel Minerva per scegliere il candidato sindaco in vista delle elezioni primaverili (con il primo turno previsto il 24 e 25 maggio), è emerso un imprevisto: Franco Vaccari ha deciso di non candidarsi, rinunciando così alla corsa. La sua candidatura era legata alla condizione di ottenere un consenso unanime, evitando una votazione.

Con la sua uscita di scena, Vincenzo Ceccarelli ha guadagnato terreno, ricevendo il supporto della maggioranza dei membri dell’assemblea, che si è conclusa dopo le 23 con un applauso per lui.

Ceccarelli, ex consigliere ed ex assessore regionale, sarà quindi il nome proposto dal Pd agli alleati della coalizione progressista. Questa alleanza, composta da diverse forze politiche che non hanno trovato un accordo con Marco Donati, dovrà ora decidere come procedere nella campagna elettorale contro il centrodestra.

Tuttavia, il nome di Ceccarelli dovrà ancora essere approvato dalla coalizione, che include M5s, Avs, Arezzo 2020, Italia Viva e Casa Progressista, dove ci sono ancora opinioni diverse. Non è detto che il processo sia semplice, e una riunione è già programmata per giovedì 19 febbraio.

Chi è Vincenzo Ceccarelli?

Sposato, tre figli, è stato dal 1985 al 1995 sindaco di Castel San Niccolò (di cui sarà poi consigliere comunale dal 1995 al 2000) per il Partito Comunista Italiano, nelle cui liste si era candidato alle elezioni regionali in Toscana del 1990 per la provincia di Arezzo, ottenendo 2 686 preferenze e risultando il primo dei non eletti.

Alle elezioni amministrative del 1995 è eletto consigliere della Provincia di Arezzo nelle file del Partito Democratico della Sinistra, dei quali è stato capogruppo e dal 1994 segretario provinciale fino alla confluenza nei Democratici di Sinistra, di cui ricopre lo stesso ruolo, fino al 1999.

Alle elezioni amministrative del 1999 è stato eletto al primo turno presidente della Provincia di Arezzo con il 53,6% dei voti alla guida di una coalizione di centrosinistra, superando lo sfidante di centrodestra Danilo Petri (35,8%). Viene poi rieletto, sempre al primo turno, nella tornata elettorale del 2004, ottenendo il 60,61% alla guida di una coalizione di centrosinistra e superando il candidato del centrodestra Maurizio Bianconi (35,17%), proprio nel momento in cui l’ente veniva posto al centro del processo di decentramento amministrativo disegnato dalle leggi Bassanini. Ha gestito un decennio di profonde trasformazioni nelle competenze attribuite alle province, cambiamenti che hanno inciso in modo rilevante sul ruolo dell’ente, ma soprattutto sulla qualità e quantità dei servizi offerti ai cittadini.

Nel 2010 è stato eletto nel Consiglio regionale della Toscana nelle liste del Partito Democratico, dopo aver superato l’esame delle primarie, ottenendo il maggior numero di preferenze tra tutti i candidati della regione. Il suo primo incarico in Regione è stato quello di presidente della VI commissione “Territorio e ambiente” del consiglio regionale. Nel marzo del 2013 è stato nominato assessore alle infrastrutture e alla mobilità, con responsabilità sulla mobilità in Toscana, le attività estrattiva e le cave, all’interno della giunta di centrosinistra presieduta da Enrico Rossi.

Alle elezioni regionali in Toscana del 2015 è rieletto consigliere regionale per la provincia di Arezzo con 17 682 preferenze, il numero più alto in Regione, ed è stato riconfermato assessore regionale dal presidente della Toscana, Enrico Rossi, ottenendo, oltre alle deleghe del mandato precedente, anche quelle sull’urbanistica, il governo del territorio e l’edilizia residenziale.

Alle elezioni regionali in Toscana del 2020 è di nuovo eletto consigliere regionale per la provincia di Arezzo e con 14 927 preferenze è ancora il più votato nella circoscrizione, venendo poi scelto come Presidente del gruppo consiliare del PD.

Alle elezioni politiche del 2022 viene candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Toscana – 09 (Arezzo), ottenendo il 33,20% e venendo sconfitto da Tiziana Nisini del centrodestra (42,90%), non è dunque eletto.

Con la maggioranza dell’assemblea a favore di Ceccarelli e con la rinuncia di Vaccari, si è tentato un ultimo approccio per le primarie con Donati.

L’assemblea del Pd, conclusasi mercoledì 18 febbraio senza votazione, ha visto prevalere il consenso per Ceccarelli. Anche se ci sono stati tentativi di proporre più nomi per la coalizione, la proposta non ha avuto successo.

È importante notare che sono stati fatti appelli per ampliare la coalizione con forze civiche, incluso l’invito di Barbara Croci, segretario provinciale. Tuttavia, l’unico punto fermo emerso è che Vincenzo Ceccarelli rappresenta il Pd nella corsa per la carica di sindaco di Arezzo.

 

 

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