Credo che la mancetta (di 10 milioni di euro) del ministro Salvini per il progetto di Creti, sia solo fumo negli occhi.
Costruire cattedrali pensando di far arrivare qui fedeli, è la medesima logica di chi queste moderne cattedrali le costruisce nel deserto urbanistico ed in mezzo ai campi di grano, pensando di far arrivare qui gli utenti. Tanto alla fine il costo di questi deliri li pagano i cittadini.
Faranno adesso un ultimo tentativo: far fermare i Freccia Rossa 7 minuti prima di Creti, ovvero a Chiusi. Tentativo già abortito in passato, carico di costi inutili e solo per far scendere o salire due o tre persone quando va bene.
La Lega dovrà affrontare le elezioni politiche del 2027 in una posizione di grandissima difficoltà. Il segretario Salvini è ormai molto più spesso nella satira, nei meme e nelle barzellette, che nella cronaca politica. Avevano ottimi nomi spendibili per questo ruolo, ma evidentemente hanno scelto il suicidio politico. Il giorno in cui Salvini non fosse più ministro e segretario della Lega, molti vignettisti e comici rischiano di veder dimezzati gli argomenti.
Nonostante le idee bislacche di Melesecche (o forse anche grazie ad esse) la Lega ha perso l’Umbria e si prepara a non raggiungere il quorum ad Arezzo. Anzi, mi risulta che non stanno riuscendo neppure a raggiungere il minimo dei candidati per una lista.
La scelta di Creti, frutto di opportune manipolazioni e pressione ai tecnici delle ferrovie (tengo famiglia dottò) sarà ovviamente scartata appena un po’ di logica e di razionalità tornerà a guidare i trasporti e gli interessi del paese, anziché quelli elettorali.
C’è una nota a margine di questa polemica: la tratta Roma – Firenze, anche se impropriamente la chiamiamo alta velocità, in realtà non lo è. E’ una linea progettata alla fine degli anni ’60 e realizzata nel decennio successivo. E’ una linea abbastanza veloce, ma non è AV. Per giunta è la linea che congiunge il Nord con il Sud del paese, la capitale politica con quella economica e tutte le grandi città del Nord. Satura fino all’inverosimile. Se si guasta questa linea si divide in due l’Italia. Talmente satura di treni e passeggeri, che le ferrovie hanno cercato disperatamente di non far entrare più i regionali veloci per far posto ai Freccia Rossa.
Qual è dunque la logica di questo ragionamento? E’ semplice: prima o poi avremo necessità di una nuova infrastruttura strategica ovvero una linea AV vera, che unisca Roma con Firenze sul filo dei 300km/h (se avessero usato i fondi del PNRR invece che sputtanarli a pioggia, il paese avrebbe avuto un guadagno immediato). Una linea che non corra troppo lontano dall’attuale per permettere sempre complementarietà soprattutto nell’emergenza. Fatta scorrere ad Ovest del Trasimeno, potrebbe essere collegata con una navetta veloce con Perugia allungando il percorso di una manciata di chilometri, ampiamente compensati dalla maggiore velocità.
Una stazione Mediatruria dovrà essere dunque pensata in funzione di questa variabile che è tutt’altro che campata per aria, ammesso sempre che l’attuale vecchia linea direttissima Roma – Firenze non abbia maggiore interessi a fare deviare i treni a quel punto dentro Arezzo per raccogliere quanti più utenti possibile, invece che fermarsi in periferia. E’ una storia che dovrà essere riscritta da capo.
Cosa potrà fare il futuro sindaco di Arezzo? Per dirla in due parole: tenere gli occhi aperti e rapportarsi con le due regioni che stanno oggi suonando la stessa sinfonia.
Contemporaneamente migliorare l’infrastruttura locale: realizzare una stazione secondaria lato Saione, creare un parco di scambio con aree dedicate per il parcheggio veloce delle auto vicino, facilitando l’accesso ai passeggeri e assicurando che le strutture siano accessibili per persone con disabilità.



