I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo.
Sono il 24,4% i progetti finanziati dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) in corso di realizzazione ma non vicini al completamento. I dati più recenti sul Pnrr risalgono al 14 ottobre scorso, rendendo difficile una valutazione chiara, anche a causa delle recenti modifiche al piano. In attesa di aggiornamenti, il riferimento principale è la settima relazione del governo (pubblicata a fine 2025), che indica in 416mila i progetti conclusi o in via di conclusione su un totale 550mila interventi. La relazione non specifica il valore economico di tali progetti, tuttavia sono proprio le opere più costose e complesse a essere più indietro.
Sono il 52% le risorse del Pnrr che risultavano già spese al 30 novembre 2025. Con il completamento della settima e dell’ottava rata, l’esecutivo ha raggiunto 366 tra milestone e target (il 64% del totale). L’Italia ha incassato 153,2 miliardi di euro, pari a circa il 79% dei 194,4 miliardi assegnati. Si registra quindi un significativo divario tra fondi ricevuti e spesi.
Sono 173 le misure del Pnrr modificate in seguito all’ultima revisione. In generale, la revisione ha ridotto l’onere amministrativo a carico dei soggetti attuatori e reso più puntuali gli elementi probatori da presentare alle istituzioni europee. Per 83 misure si è trattato esclusivamente di semplificazioni. Per altre 52 la modifica è stata più sostanziale. Si sono individuate modalità alternative per raggiungere gli obiettivi, in alcuni casi anche attraverso una rimodulazione delle risorse. L’Italia ha comunque scelto di non rinunciare ai fondi assegnati, nemmeno di una parte di quelli presi in prestito.
Sono 13,4 mld € le risorse del Pnrr riallocate a seguito dell’ultima revisione, secondo l’esecutivo. Alcuni investimenti sono stati parzialmente definanziati a causa della domanda inferiore alle attese o di difficoltà attuative. Tra i casi più significativi: Transizione 5.0 (-3,8 miliardi) e Comunità energetiche (-1,4 miliardi). Le risorse sono state riallocate su 7 misure già esistenti con maggiore capacità di assorbimento e 8 nuove. Tra gli investimenti che hanno visto un aumento di risorse troviamo Transizione 4.0 (+4,7 miliardi) e Contratti di filiera (+2 miliardi). Da segnalare inoltre il crescente ricorso a strumenti finanziari (23,5 miliardi di euro) che consentono di concludere le opere anche dopo il 2026.
Sono 209 le scadenze ancora da conseguire entro giugno 2026. La revisione del Pnrr ha comportato anche una riduzione dei milestone e dei target, passati da 614 a 575. Ciò è avvenuto principalmente attraverso semplificazioni, accorpamenti e l’eliminazione di alcuni target intermedi giudicati non indispensabili. Il riequilibrio ha interessato soprattutto le ultime tre rate, dove gli obiettivi complessivi sono scesi da 284 a 241: l’ottava rata ora ha 32 scadenze (-8), la nona 50 (-17) e la decima 159 (-18).



