“Una procedura che rasenta l’assurdo e che paralizza completamente il lavoro. Nonostante ripetuti incontri istituzionali, sollecitazioni formali e informali e persino la disponibilità dell’Ordine a istituire un tavolo tecnico di confronto per individuare soluzioni condivise, il Comune, nelle sue articolazioni rappresentative e amministrative, non ha fornito alcuna risposta concreta. Un silenzio che non è più tollerabile. Le conseguenze di questa inefficienza sono gravissime: i professionisti sono sollevati dall’incarico, non riescono a fornire risposte nei tempi richiesti ai propri committenti e si trovano costretti ad asseverare situazioni sulla base di documentazione che, pur essendo nella disponibilità dell’ente pubblico, non viene dallo stesso resa accessibile. Una condizione che espone a rischi professionali inaccettabili e mina il principio stesso di trasparenza amministrativa. È doveroso ricordare che l’accesso agli atti non è una concessione, ma un diritto. Ostacolarlo significa danneggiare l’intero sistema: professionisti, cittadini e imprese. L’Ordine degli architetti P.P.C. chiede con urgenza: la drastica riduzione dei tempi di accesso agli archivi; la possibilità di consultazione completa e non limitata delle pratiche; l’attivazione immediata di modalità digitali efficienti; l’apertura di un confronto serio e operativo con i rappresentanti delle professioni. In assenza di risposte rapide e concrete, l’ordine si riserva di intraprendere ogni azione necessaria a tutela dei propri iscritti e della collettività. Non è più il tempo delle attese. È il tempo delle responsabilità.”



