Fatta saltare la cassaforte il gruppo si è allontanato con una quantità di preziosi che, si avvicina ai 20 chili.
Il blitz, scattato attorno alle 3, riporta al centro la sicurezza del distretto orafo aretino: i carabinieri stanno lavorando su telecamere e varchi con lettura targhe, mentre la quantificazione definitiva dell’ammanco resta aperta.
Il punto che conta adesso non riguarda solo la refurtiva. Top Gold è una realtà attiva dal 1991 nella produzione e distribuzione di oreficeria a canna vuota e il furto colpisce un territorio che, nei dati 2025, si conferma il primo in Italia per export orafo. Accade inoltre a poco più di un mese da OroArezzo 2026, il salone internazionale previsto dal 9 al 12 maggio.
La sequenza ricostruita finora mostra una preparazione precedente all’irruzione. Prima del colpo sono stati disseminati chiodi sulle strade di accesso e sono stati collocati ostacoli, compresi alberi abbattuti, per rallentare l’arrivo di pattuglie e soccorsi. Solo dopo la banda ha sfondato l’ingresso con un’auto usata come ariete, ha raggiunto la cassaforte e l’ha fatta esplodere con una tecnica che gli investigatori stanno ancora definendo. L’azione, secondo le ricostruzioni più accreditate, si sarebbe chiusa in pochi minuti, circa sei, lasciando danni anche alla struttura.
Sul bottino conviene tenere fermo un criterio di prudenza. La cifra che ricorre con maggiore costanza è quella dei circa 20 chili di oro e altri metalli preziosi, mentre il valore economico non risulta ancora ufficializzato in modo univoco. È una deduzione logica della redazione che la forbice tra le stime circolate dipenda dalla necessità di distinguere fra oro, semilavorati e altri preziosi effettivamente presenti nella cassaforte: finché l’inventario tecnico non sarà chiuso, il controvalore finale resterà mobile.
I carabinieri hanno avviato subito gli accertamenti sulla scena e stanno incrociando videosorveglianza aziendale, telecamere dell’area e varchi con lettura targhe. Un dettaglio già acquisito aiuta a leggere la scena: il titolare, arrivato in azienda dopo l’allarme, si è imbattuto in uno degli sbarramenti predisposti lungo la strada. Il dato conferma che gli ostacoli erano stati collocati prima dell’arrivo dei primi soccorsi.
Qui il danno non si misura soltanto con la refurtiva. La vicenda colpisce una filiera che tiene insieme manifattura, export e immagine internazionale del territorio. Due settimane fa la Prefettura di Arezzo aveva già riunito forze di polizia, Camera di commercio e rappresentanze del settore per rafforzare prevenzione e controlli nelle aree orafe. Dopo l’assalto alla Top Gold, Confindustria Toscana Sud chiede di riconvocare al più presto un tavolo sulla sicurezza.
Il significato del caso, quindi, è chiaro anche prima della chiusura dell’inventario. Nel distretto che oggi guida l’export italiano del comparto, il furto di Capolona mostra che rapidità d’azione, conoscenza del territorio e capacità di rallentare la risposta restano il punto più critico. Su questo si misureranno le prossime mosse investigative e le eventuali nuove misure di prevenzione.
DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA TOSCANA SUD GIORDANA GIORDINI DOPO L’ASSALTO ALL’AZIENDA TOP GOLD DI AREZZO
Siamo di fronte ad un episodio che colpisce profondamente non solo l’azienda coinvolta, ma l’intero sistema produttivo del nostro territorio, in un momento già complesso, tra tensioni geopolitiche, aumento dei costi delle materie prime e rallentamento dei mercati. Episodi come questo aumentano ulteriormente il senso di difficoltà e di vulnerabilità. È evidente che si tratta di un furto messo a segno da soggetti altamente esperti, che hanno agito con modalità organizzate e mirate, nonostante l’impegno costante delle imprese in termini di sicurezza e nonostante gli sforzi che tutte le forze dell’ordine – dalla Questura ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza – coordinate dalla Prefettura, hanno profuso negli ultimi anni. Ma, nonostante tutto ciò, questi episodi continuano a verificarsi, seppur più di rado, ed è quindi necessario riconvocare al più presto un tavolo sulla sicurezza tra associazioni, imprenditori, assicurazioni e istituti di vigilanza, per rafforzare il coordinamento e capire come migliorare ulteriormente le attività di prevenzione.
In questo senso, sono già stati fatti investimenti importanti, come l’installazione diffusa di sistemi di videosorveglianza con lettura targhe, che devono essere messi ancora più a frutto all’interno di un sistema integrato, così da diventare uno strumento sempre più efficace di prevenzione e controllo del territorio.



