Leggo che hanno insozzato il murales -dedicato alle 2 persone che nel 1944 furono determinanti per sottrarre oltre 200 aretini alla rappresaglia nazista- con la scritta “dux”. Mi vengono in mente quei suonati che nei social dedicati agli “amici di Israele” chiedano di deratizzare la zona, riferendosi alle comunità palestinesi da trattare come topi da sterminare. Chissà se questi sovranisti di noaltri -molto spesso inquadrabili nell’ambito della destra italiana- sono al corrente dei rapporti che intercorrevano fra il fascismo e gli ebrei, se sanno che ne “il progresso della razza” gli ebrei venivano spesso definiti e rappresentati come ratti. Perché è estremamente probabile che chi ha scritto “dux”su quel murales sia sovranista che spalleggia la azione di pulizia etnica israeliana senza neanche sapere quali siano stati i trascorsi fra il loro idolo e la stirpe di Davide. Chissà se sanno che in quell’estate del ’44 i manipoli aretini di fascisti si erano già sciolti come neve al sole, ne avrebbero trovato traccia anche nel libro di Santino Gallorini circa l’assassinio dei fratelli Tani e di Aroldo Rossi ove si ricorda che proprio in quelle ore i fascisti (noti cuor di leone) stanno scappando verso il Nord saldamente in mano ancora all’esercito tedesco. I fascisti non c’erano, erano a fare danno altrove sotto l’ala protettrice dei loro compari nazisti: circa quell’episodio storico il loro “M” non c’entra niente, salvo sottolineare come la popolazione civile innocente e inerme non potesse contare sulla protezione di “istituzioni”. Avrebbero forse potuto contestare (certamente in forma più civile dello scatenarsi con bomboletta spray sopra il murales) che quel colore rosso non dona a quella immagine dal punto di vista estetico e ancor meno dal punto di vista ideologico: ricordo che almeno 1 di quei 2 coraggiosi col partito comunista non c’entrasse proprio niente. Ma qui siamo chiaramente ad un livello irraggiungibile per quei stupidi.
Alessandro Ruzzi



