di Alessandro Artini
Sangue sotto la neve (Rizzoli 2021) di Stefano Ardito è un romanzo storico, le cui vicende ruotano su quella che, comunemente, viene definita come Prima Guerra Mondiale, ma che gli storici preferiscono definire come Grande Guerra, per distinguerla dal conflitto successivo, il quale ebbe veramente un carattere mondiale. Ardito è uno scrittore che coniuga le sue capacità narrative, senzaltro avvincenti, con quelle dello storico, attento alla ricostruzione degli eventi, seppur in un contesto romanzato. Le sue doti di scrittura, inoltre, sono compenetrate dallesperienza di chi ama e pratica lalpinismo e conosce la montagna.
Il protagonista del racconto è un giovane fiorentino, Antonio Renzi, un alpino di ventanni, che dopo aver avuto esperienze di guerra nel deserto libico, dove ha conosciuto la barbarie e la crudeltà, rientra in Italia, allorché questultima, nel 1915, entra in guerra. Come soldato manifesta doti di sangue freddo e capacità tattiche, al punto da assumere ruoli di guida rispetto ai compagni, dapprima nei fatti, poi anche formalmente, mediante lacquisizione di gradi militari via via più elevati. Alla ricostruzione precisa dei maggiori eventi della Guerra Bianca, cioè della guerra in quota, sulle Alpi, Ardito unisce la descrizione psicologica dei commilitoni, immersi in un contesto bellico molto pericoloso e atto a provocare stati danimo incontrollabili di paura e di sperdimento, ma, al contempo, capace di suscitare sentimenti elevati di lealtà e di onore militare. Egli compie il suo dovere con coraggio, mostrando come, seppur nelle estreme privazioni della vita di trincea, possano nascere rapporti profondi di amicizia e solidarietà. Nasce anche lamore, perché la guerra pare spingere uomini e donne ad avvicinarsi, forse per la presenza inquietante della morte che falcidia non solamente i militari, ma anche i civili e che fa apparire la vita ancora più preziosa e degna di essere vissuta in ogni momento. Ardito descrive la figura di Francesca, linfermiera di cui Antonio si innamora, con intuizioni psicologiche profonde, in un contesto di vivida sensualità.
La Grande Guerra è nota per i combattimenti di trincea, con un ingente dispendio di vite umane, spesso per la conquista di pochi metri di terreno. Lespressione carne da cannone si attaglia proprio a quel contesto bellico, dove i fanti, per eseguire gli ordini dei superiori, si lanciavano contro il fronte nemico, con poche probabilità di sopravvivere, sorvegliati alle spalle dai Carabinieri, che avrebbero dovuto immediatamente passare per le armi i vigliacchi e chiunque si fosse ritirato o si fosse nascosto per sopravvivere. È la guerra dove ci si muove allattacco semi ubriachi di Cordiale, per attenuare il senso naturale di paura che lesposizione alla morte inevitabilmente comporta. È anche la guerra dove gli italiani, che il Metternich, durante il Risorgimento ottocentesco, considerava una mera espressione geografica, scoprono di essere una nazione. Dove è nato il senso dellamor patrio, un sentimento tuttoggi guardato con sospetto, per i successivi trascorsi nazionalistici.
Il romanzo racconta alcune imprese in quota degli Alpini: la conquista del Passo della Sentinella, quella del Col di Lana e del Castelletto, quella del Corno di Cavento; narra, tuttavia, anche la disfatta di Caporetto, quando gli Austriaci e i Tedeschi, con i loro alleati, durante la rotta caotica e disperata del nostro esercito, sarebbero potuti dilagare in Lombardia fino a Milano, se, invece, gli Italiani con uno sforzo inatteso e insospettato non li avessero fermati lungo la linea del Piave.
Antonio, poi, incontra alcuni personaggi che nella realtà hanno avuto un ruolo storico: da Cesare Battisti, lirredentista, considerato dagli Austriaci un traditore e condannato a una morte orribile nel Castello del Buonconsiglio a Trento, a Rudyard Kipling, militare dellesercito inglese in Italia e corrispondente di guerra, a Gabriele DAnnunzio, a seguito del quale Antonio, purtroppo inutilmente perché dal maltempo costretto ad atterrare, spiccherà il volo per raggiungere i cieli sopra Vienna e gettare volantini inneggianti alla potenza militare italiana.
Il romanzo di Ardito si inserisce in quella tradizione letteraria che racconta le recenti guerre e ha registrato autori di grande levatura e successo letterario. Tra di essi, vogliamo ricordare Mario Rigoni Stern, di cui questo anno ricorre il centenario della nascita.
Parleremo di questo libro con lautore, giovedì 9 dicembre, alle ore 17.30, presso il Teatro Pietro Aretino di Via Bicchieraia. Parteciperà allincontro anche la professoressa Grazia Sestini, dellITIS Galilei.
Paolo Casalini



