Qualche considerazione postvoto all’AIT

1- Hanno partecipato all’assemblea Comuni per una quota di popolazione del 85,95%. I Comuni che hanno vinto in assemblea ne rappresentano il 36,89%, i Comuni contro la proroga per il 46,26%. Il 2,80%(M.S.Savino) si è astenuto, il 4%(C. Fiorentino) si è eclissato prima della votazione. Da Statuto AIT sembra che in prima convocazione si deliberi con maggioranza dei Comuni e delle quote, in seconda a maggioranza dei Comuni. Insomma…voto sostanzialmente capitario come nelle vecchie Banche Popolari, che tanto alle prime convocazioni non ci va mai nessuno. è il sistema giusto? Pongo solo la domanda.

2- Il centro destra fa un gran baccano e non si capisce perché: l’assessore Sacchetti, da verbale, ha introdotto l’assemblea spiegando che la proposta di proroga era meravigliosa, una vera figata, ma era meglio rimandare di un po’ la decisione per “ammansire el popelo ignorante e diffidente”. Un vero e proprio assist ai sindaci dei Comuni che costituiscono il parco buoi, non si fanno troppe domande e che se devono tornare in assemblea per parlare delle stesse soluzioni che persino chi chiede rinvii definisce splendide, preferiscono andare al cinema. Un’esposizione articolata e un dibattito sull’ipotesi cara al centrodestra di Coingas per mettere almeno una pulce nell’orecchio ai sindaci sembra proprio non ci sia stata. Il sindaco di C. Fiorentino (il suo delegato), che è di centrodestra, è scappato prima della votazione. Sarebbe interessante conoscere come si è mosso nella faccenda il vicepresidente di Nuove Acque La Penna, ex sindaco forzaitaliano in attesa di occupazione politica messo lì dal centrodestra. Sacchetti, per quel che riguarda i servizi pubblici in concessione, dai rifiuti all’acqua, a me sembra speculare al Nannini. Il gatto e la volpe. Il centrodestra strepita, strepita, tira di mezzo persino Acea che non c’entra niente per attaccare i grilli, ma sembra che abbia avuto di mira più che altro di mettere in difficoltà il PD e insomma, fare la campagna elettorale!

3- Il livello del dibattito tra i sindaci sembra desolante. Lo so che i verbali striminziti riportati saranno ultra sintetici, ma ho sentito anche le interviste più articolate e basta sentire il modo di ragionare della sindaca di Civitella per provare dei brividi. L’impressione è (ci sarà forse qualche eccezione) che il livello di conoscenza della problematica “Nuove Acque” sia molto basso, che per abitudine quasi ventennale consolidata per i sindaci piddini “Nuove Acque” sia un Totem che periodicamente li convoca per emanare il solito “o così o pomi’ “. Nessuna visione di lungo periodo, nessuna elaborazione sulla questione della ripubblicizzazione. Vorrei capire poi qual’è il collegamento reale con i componenti pubblici del cda che li rappresenta

4- Il PD sembra ormai inesistente, oppure c’è chi tira le fila più in alto e vuole così. 
Uno scollegamento totale coi suoi sindaci, un mancanza assoluta di strategia. E non perché un sindaco deve obbedire al partito, ma chi dovrebbe studiare, discutere, elaborare, trovare soluzioni, coinvolgendo professionalità esperte, sindaci, sindacati del settore, fare la sintesi, se non il PD? Un piede nella staffa del referendum e uno nella sua strisciante ammortizzazione. Quel renziano di Casalini ha un bel prendere pel didietro le nenie nel PD del tipo che poi “è tutta colpa di Renzi”…non se ne sono gghiuti quasi tutti gli anti renziani? Questi col campo libero che fanno? Il problema forse è che sanno che a Renzi le ripubblicizzazioni non gli piacciono.

5- Le analisi più dettagliate e competenti sul’esperienza di Nuove Acque secondo me sono storicamente venute dal Comitato per l’acqua pubblica e da Informarezzo e il suo Direttore. Il Comitato è sempre riuscito a scoprire i vari altarini. Si può naturalmente anche dissentire sulle posizioni ma il Comitato dovrebbe essere secondo me un vanto come espressione del senso civico della nostra comunità, e Informarezzo è una benedizione per la città. In confronto i partiti riescono a esprimere pochissimo e il dibattito inesistente. Anche questo coniglio dal cilindro di Estra sembra un’ipotesi per ora molto confusa. Se poi la soluzione dovresse essere sostituire il socio privato con Estra lasciando il resto immutato (cioè con la parte privata Estra minoranza che decide) non mi sembra proprio convincente. Tra l’altro Estra sarà anche pubblica ma intanto la maggioranza è Pratese/Senese.

6- Nel dibattito politico è mancato e manca questo: Nuove Acque è stata una fregatura “per queste e quelle distorsioni”. Si possono eliminare con una ripubblicizzazione fatta “così e così” perché porterebbe questi vantaggi, oppure neanche la ripubblicizzazione è un rimedio per “questo e quello”. Manca come dibattito dettagliato e articolato, sulla struttura, sulle cifre, sui bisogni del territorio. C’era tanto tempo per farlo e purtroppo, se la deroga non troverà qualche intoppo, ce ne sarà ancora di più. Comunque staremo a vedere, di fronte a questa mirabolante deroga che promette aumenti ridottissimi delle tariffe in cambio di raddoppi d’investimenti, se i nostri sindaci che hanno preso questa responsabilità si decideranno a stare col fiato sul collo a Nuove Acque o se staranno a vedere quello che è sempre successo finora: nonostante promesse, tariffe alte e investimenti pochi.

DC

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