Una volta era la bufala della strage degli animali morti per i botti di Capodanno (non che non li disturbino, ma qui si parlava di una vera e propria strage) che spinse persino diversi sindaci a vietarli d’imperio, un’altra c’erano i gatti usati come inneschi per incendiare i boschi, altre volte ancora racconti di terze persone, senza alcun riscontro oggettivo, di cui in futuro saran fornite prove e presentati esposti. Quanto lontano sarà questo futuro pochi lo sanno, ma va bene così!
Nonostante si tratti ormai di personaggi noti (controllare google), vuoi per la fantasia, vuoi per le reazioni a chi sbugiarda le fantasie, c’è chi abbocca all’amo sedotto dalla capacità di creare e recapitare loro «notizie» sui poveri animalini vessati, notizie che attirano tante visualizzazioni.
Il format è sempre quello: si comunica la scoperta di una nefandezza ai danni di qualche animale e si annuncia un esposto da parte di una associazione (digitare sempre i nomi su google).
Alla fine invece niente denuncia, niente prove che quello che è successo sia veramente accaduto, ma valanghe d’insulti quando qualcuno dimostra che si tratta di una balla. Sempre così. Al massimo la denuncia contro chi si azzarda a contraddire!
Poi si passa a un’altra gag, tanto qualcuno che abbocca e non verifica nemmeno se si tratti di fatti plausibili si trova sempre.
paolo casalini



