Con l’avallo della Banca d’Italia, il 100% del capitale di Nuova Banca Etruria – e anche di Banca Marche e CariChieti – viene ceduto a UBI Banca, alla fine di un percorso lungo e tormentato; la data prevista per il “closing” resta il 31 marzo, anche se UBI dichiara che l’intera operazione avrà il suo perfezionamento entro fine giugno.
Infatti, dopo il via libera dell’Autorità di Risoluzione, ci sono da attendere i passaggi formali delle autorizzazioni europee, gli aumenti di capitale e, soprattutto, la cessione al Fondo Atlante di 2,2 di crediti di crediti deteriorati.
Due sono ora le partite che stanno per iniziare: quella legata all’occupazione e la partita legata alla presenza della nostra banca – sotto un’altra proprietà, quella di un’importante realtà bancaria italiana – nei suoi territori di riferimento.
E le due cose vanno a braccetto. Di recente si sono registrate importanti prese di posizione a tutela della banca e anche dei suoi dipendenti, da parte di rilevanti esponenti istituzionali, segno che il “territorio” è unito e compatto per difendere il suo antico istituto, inteso come filiali, centri direzionali, clienti e lavoratori tutti.
La partita occupazionale si annuncia molto complessa, una complessità dovuta ai vari scenari ipotetici sul tavolo, scenari non ancora supportati da un chiaro e dettagliato disegno.
Un progetto che ci auspichiamo il presidente Nicastro, che ha dichiarato di avere davanti ancora alcuni mesi di lavoro inteso, o addirittura UBI stessa vorrà presentarci quanto prima.
Per ora abbiamo letto di 130 milioni di euro previsti da UBI per “gli oneri di ristrutturazione”, ma è un’informazione troppo limitata rispetto alle molte questioni che dovranno, entro breve, trovare loro compimento. Innanzitutto, gli esuberi di personale discendono da progetti industriali, e non viceversa; poi, dai numeri esagerati che abbiamo letto negli ultimi mesi, si dovrà passare a delle realistiche quantificazioni, di concerto con i sindacati e sempre ragionando su prepensionamenti volontari.
Si dovrà tener conto delle diverse situazioni, considerando ad esempio i grandi sacrifici che i dipendenti BancaEtruria stanno già sopportando da anni: 390 prepensionamenti nell’arco di sette anni, decurtazioni di stipendio e “Giornate di solidarietà” (una specie di cassa integrazione); senza tornare a parlare dei feroci e ingiusti attacchi subìti per la storia delle subordinate e delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto alcuni dipendenti.
Poi, come e in quali tempi avverrà l’assorbimento in UBI delle tre banche e delle aziende collegate? La FABI, il primo sindacato in Italia nel mondo delle banche e il primo anche in UBI Banca, della quale fa parte pure il Segretario Generale FABI Lando Sileoni, è ansiosa di cominciare una partita fondamentale, con il pragmatismo che la contraddistingue, ma anche con la sua forza e determinazione, per la tutela di tutti i lavoratori, che sono il vero e fondamentale capitale dal quale ripartire per una nuova storia della nostra banca.
Fabio Faltoni – Fabi



