La storia ci consegna un comune poco incline ai cambianti: fu l’unico a bocciare il plebiscito che vide la nascita dello stato italiano, optando per il regno separato.
Paese conservatore ante litteram, è presumibilmente destinato nel breve, a divenire una frazione del comune di Arezzo. Soprattutto se passerà il referendum di ottobre.
Inutile l’approvazione dei capolonesi che hanno detto si (60 a 40) anche se con una affluenza minima (38%). In realtà la fusione naturale – e anche quella probabilmente piu’ auspicabile – è quella con Subbiano, così come la fusione naturale di Castiglioni sarebbe con Laterina, ma verso Nord è stata Laterina ad aver chiuso l’uscio, sentendosi forse più nell’orbita dell’area Valdarno.
Per questo, in un quadro di forzata assimilazione, immagino che Castiglioni sia destinata a diventare un sobborgo della città, assumendo tuttavia un peso inferiore all’area della Valdichiana aretina.
COMUNICATO DEL SINDACO di CASTIGLION FIBOCCHI REFERENDUM 8 e 9 MAGGIO 2016
L’8 ed il 9 maggio scorsi, si è svolto il referendum consultivo sulla fusione dei comuni di Castiglion Fibocchi e di Capolona, che ha visto una larga partecipazione della cittadinanza, come peraltro auspicata, trattandosi di scelta fondamentale per l’intera comunità.
È stata una vittoria della democrazia che, con lo strumento del referendum, ha dato a tutti i cittadini la possibilità di esprimere, in piena libertà ed in maniera assolutamente trasversale il proprio parere in merito.
L’amministrazione intende confermare il rispetto più assoluto della scelta dei cittadini, rinnovando l’impegno incondizionato a portare a termine fino al 2019 il mandato affidato nelle elezioni amministrative del 2014 con la consapevolezza di tutte le difficoltà e la volontà di affrontarle con determinazione ed efficienza.
I commenti
Mugnai (FI): «Accade quando si fanno le cose nelle segrete stanze lontani dalle realtà territoriali e dalle persone che le animano»
Castiglion Fibocchi ha detto no: non vuole fondersi con Capolona. Nulla di personale, per carità, ma a quel Comune lì Castiglion Fibocchi non è neppure collegato da una strada, tanto per dire. E quindi, per i cittadini, le nozze a distanza non s’han da fare. «Era prevedibile – commenta il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Stefano Mugnai che in effetti l’obiezione l’aveva sollevata e affidata ai verbali d’aula già nel gennaio scorso – perché questo è ciò che accade quando la politica fa queste operazioni a tavolino e nelle segrete stanze, lontano dalle popolazioni e dalle loro esigenze».
Al di là dell’esito contingente, secondo Mugnai si prefigura un danno ben maggiore: «L’atteggiamento arrogante con cui il Pd procede sulle fusioni dei Comuni rischia di creare presso i cittadini un sentimento ostile alle fusioni in sé. Invece, in generale, le fusioni sarebbero un percorso virtuoso, se tutelano le popolazioni e rispondono agli interessi delle comunità locali, e nel rispetto del principio di volontarietà ovvero purché in ciascuno dei Comuni chiamati alla fusione vi sia la maggioranza di cittadini favorevoli. Questa è una responsabilità che dovrà assumersi il Pd per intero, perché noi lo diciamo da tempo. Oggi l’hanno detto anche i cittadini di Castiglion Fibocchi».
Egiziano Andreani: “No alla fusione tra Castiglion Fibocchi e Capolona: gli errori della politica sanati dalla volontà del popolo”
Auspico che il risultato referendario ottenuto a Castiglion Fibocchi, sulla fusione tra i Comuni di Castiglion Fibocchi e Capolona, venga rispettato. La vittoria del no ha dimostrato come errori della politica vengano sanati dal volere dei cittadini. Per questo esprimo vicinanza al comitato per il no, che ha portato avanti il proprio percorso con determinazione ottenendo un esito ovvio: Castiglion Fibocchi e Capolona sono due realtà territorialmente troppo distanti e una fusione non avrebbe comportato vantaggi e sinergie. Ma soprattutto questo risultato rappresenta una chiara sconfitta politica del Pd e di quella sinistra che aveva sostenuto il sì alla fusione.
Dichiarazione del capogruppo e del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Francesco Macrì e Giovanna Carlettini
“Mancata fusione di Capolona e Castiglion Fibocchi: vincono i cittadini e non l’apparato Pd”
I cittadini di Capolona e Castiglion Fibocchi hanno vinto. È una crescita di consapevolezza importante nell’opinione pubblica. Il segnale chiaro che quest’ultima non è più propensa ad assecondare automaticamente il Pd.
Il partito che attualmente, e sottolineiamo attualmente, detiene il potere nella maggioranza dei Comuni della provincia ha visto però crescere segnali di dissenso e non allineamento. Dal Casentino alla Valtiberina. E con la politica delle “fusioni” pensa di arginare in qualche modo questa erosione. Siamo infatti convinti che se avesse prevalso il sì, il neo-Comune di Castiglion Capoloni avrebbe guardato con interesse a Subbiano per un’aggregazione a tre. E a Subbiano, guarda caso, non governa il Pd.
Veniamo poi alla presunta maggiore efficienza dei servizi: se due o più Comuni vogliono razionalizzare la gestione delle loro competenze hanno altri strumenti a disposizione, dalle unioni ai consorzi. Le forzature fusioniste sono soltanto funzionali al disegno di potere che abbiamo descritto sopra e minano alle fondamenta la vera identità di questo paese, ovvero le municipalità.
Tutti i processi che la stravolgono, annullando altresì il senso di appartenenza cittadina e istituzionale, devono partire dal basso e non essere imposti
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paolo casalini



