Per noi, per la legge, per l

Il comune di  Arezzo congela le petizioni e blocca le  mozioni con intrichi procedurali e svilenti emendamenti mentre i comuni di subbiano e chianciano terme si sono impegnati a compiere ogni atto per garantire il quantitativo minimo vitale di 50 litri al giorno di acqua potabile, gratuiti, a persona.   

Nuove Acque non rispetta il referendum e pretende dagli  utenti  importi non dovuti minacciando la chiusura dei contatori a famiglie e imprese che, previa formale contestazione, non versano la quota di tariffa relativa alla componente di remunerazione del capitale investito  abrogata nel 2011 .

Richiesto d’intervenire, il sindaco di Arezzo Ghinelli, per bocca dell’assessore Sacchetti da lui delegato ad occuparsi delle problematiche relative alla gestione dell’acqua pubblica , ha risposto che  secondo lui “e’ fuori dal mondo che si possa chiedere a Nuove Acque di non perseguire i morosi”.

Dopo tale  pronunciamento Nuove Acque ha proceduto a chiudere l’acqua ad un intero condominio lasciando a secco 46 famiglie e 7 attivita’ produttive, stessa sorte e’ toccata ad un noto ristorante aretino e  altre due imprese commerciali si sono viste  costrette  a cedere al ricatto e pagare quanto indebitamente richiesto  per non subire lo slaccio.

Rimarcato che non puo’ essere equiparato a morosita’ il mancato pagamento di somme legittimamente contestate, facciamo presente al sindaco di Arezzo  e al suo assessore che vige una norma*  che non consente alla societa’ di gestione  di eseguire distacchi o sospensioni del servizio a carico degli utenti morosi, figurarsi se puo’ farlo nei confronti di chi moroso non e’ .

(*art. 61- comma 1-  Legge 225 del 28 dicembre 2015

Comitato Acqua Pubblica

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