Sabato prossimo 5 settembre, ad Anghiari, nell’ambito del Festival dell’Autobiografia, sarà presente l’attore, scrittore, alpinista e viaggiatore Giuseppe Cederna. Infatti, alle ore 17,00 presso il Teatro di Anghiari verrà conferito il “Premio Città dell’Autobiografia 2015”, che quest’anno sarà consegnato proprio a Cederna, in virtù dei suoi libri autobiografici che narrano le vicende da lui vissute durante il viaggio alle sorgenti del Gange (Il Grande Viaggio) oppure l’esperienza all’interno di un cast di attori internazionali, durante le riprese del film Nine (Piano americano).
Alle 21,30, sempre al Teatro di Anghiari, Giuseppe Cederna si esibirà in una sua performance narrativa, preparata proprio per l’occasione, intitolata “Di viaggi e di respiri”.
A me Giuseppe Cederna è sempre piaciuto, fin dalle sue prime apparizioni nei film. Ma è stato con l’interpretazione del soldato Antonio Farina, in “Mediterraneo”, che l’ho apprezzato e ammirato. Mi piaceva quella figura di soldato sognatore, amante della poesia, che per amore di Vassilissa rimane in quella sperduta isola dell’Egeo. Un soldato diverso dai suoi commilitoni, sentimentale e romantico. Mediterraneo poi, l’ho visto e rivisto tante volte e il CD della sua colonna sonora mi fa spesso compagnia.
Un giorno di qualche anno fa, mentre sono ancora immerso nel ricordo degli stupendi reperti del Museo Archeologico di Iraklion a Creta, da cui sono appena uscito, vedo venirmi incontro il “soldato Farina” assieme a Vassilissa e a due ragazzi. Toh, Farina e Vassilissa hanno due figli! Mi dico e mi parte un “Buongiorno”. Appena il tempo infinitesimo per realizzare che Farina è solo un personaggio di un film, che l’altro mi risponde “buongiorno”, proprio con la voce ormai nota. Ma allora è proprio Giuseppe Cederna! L’attore da me apprezzato, che aveva interpretato magistralmente l’attendente del Tenente Montini di Mediterraneo.
Un dietro front e seguo il gruppetto che entra nel Museo. Alla mia domanda se sia veramente colui che ha dato un volto a Farina, mi risponde un largo sorriso. Iniziamo a parlare e mi accorgo che Giuseppe Cederna è una persona squisita, semplice, gentile, sensibile. Mi racconta dei suoi libri, dei suoi viaggi, della sua famiglia. Mi pare, complici i suoi personaggi, di conoscerlo da tanti anni. Alla fine ci lasciamo, dopo lo scambio delle e-mail.
Con grande e gradita sorpresa, lo ritrovo agli scavi di Cnosso. Conveniamo che a volte il caso fa simpatici scherzi. E lui mi parla della sua associazione onlus, dedicata alle donne di un lontanissimo paesino dell’Himalaya: “Una cosa giusta”. Scopro così anche il Cederna impegnato verso gli altri, verso i più deboli.
Qualche mese dopo, mi arriva un suo messaggio. Giuseppe Cederna verrà a Poppi, ospite della benemerita Fondazione Baracchi. Tema della serata sarà “È il Mondo il mio palcoscenico”, un’auto narrazione delle sue esperienze.
Ci vado, prima di tutto per il piacere di incontrarlo di nuovo. Ma il piacere più grande è ascoltarlo, in una esposizione fluente, appassionante, brillante, coinvolgente. Una narrazione da cui traspaiono i profondi sentimenti di questo personaggio eclettico, nato come clown e mimo sulle strade, fino ad approdare al cinema, con registi come Comencini, Scola, Bellocchio, Salvatores. Mai appagato, inizia a viaggiare per il mondo, raccontando in vibranti pagine, le sue avventure umane e spirituali. Incontra popolazioni povere e con tanti bisogni, quindi la sua sensibilità lo porta a fondare l’associazione onlus di cui ho detto sopra, che istruisce alcune ragazze di un villaggio montano fuori dal mondo, in modo da poterle utilizzare per l’assistenza al parto delle donne loro compaesane ed evitare le troppe morti di puerpere e nascituro, a causa delle grandi distanze da ospedali, ginecologi e ostetriche.
Poi inizia a portare i suoi spettacoli in giro per l’Italia, dalla cima di alte montagne a bei teatri. L’ultimo spettacolo, solo in ordine di tempo, è dedicato alla Grande Guerra: “L’ultima estate dell’Europa”, un emozionante racconto fatto da un immaginario soldato sopravvissuto al fronte dell’Isonzo.
Un Grande. Sì, Giuseppe Cederna è un Grande e come tutti i Grandi è una persona semplice, che ti sembra di aver conosciuto da sempre.
E con grande piacere, il 5 settembre sarò ad Anghiari, ad ascoltarlo ancora.

Santino Gallorini



