Calunnie, incompetenza e caccia alle streghe

 

Ultimamente è circolato sulla stampa e sulla pagina facebook del Comune di Castiglion Fiorentino un articolo che mi ha reso davvero triste.

Infatti, se non mi piace il calor bianco a cui spesso arriva la polemica politica, non tollero che per alimentare la medesima si rovescino secchiate di fango su persone oneste, mai chiacchierate, al di sopra di ogni sospetto e con il loro unico torto – semmai – di voler tanto bene a Castiglioni, a prescindere.

Mi riferisco a quell’intervento intitolato “Per anni la “cultura” del Pd utilizzata solo per il consenso”, dove con grande enfasi si annuncia che finalmente è stato scoperto il perché si è formato il “buco” nelle finanze comunali: 15.000 libri dei Quaderni della Biblioteca, per un totale di 200.000 euro, invenduti e ritrovati – dove? Nell’armadio della vergogna? In una cantina nascosta? – in Biblioteca, sistemati su scaffali, catalogati per titolo, assieme ad altri libri – tra cui alcune scatole del Tafi, donate alla Biblioteca! – in attesa di essere venduti.

Ma intanto la calunnia e il fango sono stati lanciati, adombrando che quei libri siano stati pubblicati ad autori di bassa lega, solo per far piacere a quelli e creare consenso:  “i ricorrenti nomi degli autori …”, si dice, per insinuare ancora.

Per fortuna, i titoli dei benemeriti Quaderni della Biblioteca, iniziati al tempo di Presentini e continuati con Gadani, Alpini e Brandi, sono on-line e chiunque potrà vedere chi sono gli autori e quali siano gli argomenti: spesso di storia locale, argomento di “nicchia” con difficoltà a trovare editori.

Ebbene, dopo aver letto le frasi contenute in quel pezzo, mi sono convinto che esso è stato scritto o ispirato da analfabeti in tema di editoria! E da gente maligna, che pur di attaccare (magari giustamente, non lo so) l’avversario, non hanno remore a tirare in ballo le Persone che hanno diretto la Biblioteca e l’Istituzione per tanti anni, dedicando anche il proprio tempo libero a migliorare la struttura e ad acquisire nuovi fondi e quello donato da Mons. Tafi non è che l’esempio più noto.
Si dovrebbero ringraziare quelle persone, non infamare!
Chi è quel funzionario che conta i libri in deposito, guarda il prezzo di copertina e poi moltiplica per scoprire lo “spreco”? In un Comune serio verrebbe licenziato!

Possibile che non sappia come una pubblicazione costi una percentuale minima rispetto al totale dei prezzi di copertina?
Facciamo un esempio: 1000 copie di un libro di 200 pagine in b/n costano circa 3.000/4.000 euro. Se moltiplichiamo il prezzo di copertina (che per un libro cosi arriva a circa 15 euro) per le copie, fa 15.000 euro. Ma la Biblioteca non ha pagato quella cifra, quindi non ha senso quel conto, salvo per esercitare l’aritmetica del funzionario e ringalluzzire il mandante.
Poi, tutti coloro che hanno fatto stampare anche un opuscolo, sanno acquistare 500 o 1.000 copie è quasi lo stesso, ma se le 500 copie finiscono, ristamparle costa quanto la prima volta. Pertanto, conviene acquistarne subito 1.000, aspettando di venderle nel tempo: i libri non sono mozzarelle, non hanno la scadenza, lo dovrebbero sapere tutti …
Insomma, è bene cercare gli sprechi, ma la caccia alle streghe è un’altra cosa.

Santino Gallorini

Santino Gallorini

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