La grande torta delle partecipate, è ormai alla portata. Alberto Merelli, è pronto con il coltello da pasticcere in mano, ad affettare e spartire. Una torta a 4 piani, in alto quelli piu’ importanti ma meno corposi, (vedi Fraternita) in grado di offrire molto prestigio e poca sostanza. In basso quelli piu’ umili, ma molto ben retribuiti.
I 7 anni del sindaco Lucherini non portarono ventate di novità nelle dinamiche interne, anzi proseguì quanto iniziato dal sindaco Ricci – autore della contrastata “privatizzazione” a Nuove Acque: sotto Lucherini si è ceduto la maggioranza della farmaceutica a “privati”, un gruppo politico si è accaparrato quanto fosse disponibile (Aisa in testa), salvo poi ritrovarsi fuori quando è cambiato il vento.
Con Fanfani l’apoteosi della gestione accentrata di tutto quello che tutti gli aretini, nel corso di decenni, avevano creato: le analogie con quanto accaduto con SIP (monopolio regalato a Telecom) o le autostrade (cedute a nuovi concessionari nonostante dovessero tornare ai cittadini) non sono casuali. Anche in questo paese, i profitti si privatizzano e le perdite si spalmano sugli altri (cioè noi, la storia Fiat, le società di calcio gli esempi sono innumerevoli).
E’ il momento di chiedere alla maggioranza di centro destra, di cessare la difesa d’ufficio di quei politicanti che hanno portato al fallimento la nostra repubblica, sorta grazie al sacrificio di pochi ed alla intesa di persone (molto diverse ma accomunate dal rifiuto della dittatura fascista) che trovavano la soluzione a problemi di enorme complessità ed urgenza.
Ora abbiamo una nuova dittatura, che usa gli strumenti propri del peggior capitalismo uniti al controllo politico della preferenza. Ogni gruppo d’uomini ha pecore nere, tanto più grande il gruppo, tanto più sono queste bestiacce: scacciamole…
Facciamo un passo indietro: in Arezzo esisteva dal 1974 un “Azienda Consorziale Speciale Gas”, poi “Consorzio Intercomunale Gas” infine nel 1990 il “Consorzio Intercomunale Gas, Acqua, Servizi” (Co.In.G.A.S. molti se la ricorderanno), un orgoglio aretino. In quegli anni stendeva tubature del gas in Arezzo e circondario e provvedeva alla distribuzione del gas metano; l’acqua veniva distribuita dall’acquedotto comunale, i rifiuti gestiti dal comune stesso.
Invece di sviluppare le attività di Co.In.G.A.S. , siccome “era caratterizzata da una forte commistione tra funzioni politiche e gestionali” la trasformarono nel 1995 in azienda speciale COINGAS e nel 2002 fu nuovamente cambiata aggiungendo la ETA3 Spa. Nel 2010 nuova piroetta e Coingas confluisce con Consiag di Prato e Intesa di Siena in un “ unico soggetto a partecipazione pubblica di grandi dimensioni “, a nome ESTRA Spa. Estra a sua volta crea altre 6 aziende separate (energia, elettricità, clima, telecomunicazioni, gpl, reti) quindi abbiamo davanti 3 holding e 7 aziende di capitale tutte a carattere pubblico, essendo i comuni serviti i principali soci. Le tre holding sono scatole vuote perchè tutte le attività operative spettano alle altre aziende costituite appositamente, secondo il concetto delle scatole cinesi in cui anche Fiat si è specializzata. Da ciò che rimane dei miei studi universitari in economia, ricordo bene i presupposti teorici per cui si faccia una tale scelta; da aziendalista ne conosco i risultati sul campo di battaglia. è una scelta molto complessa e deve avvenire sulla base di una seria analisi.
Nei casi in oggetto alcuni benefici si trovano nella crescita del bacino utenti, nella specializzazione in un ramo di attività, nella massa critica; fra quelli negativi inserirei la duplicazione di molti costi, la necessità per cittadini ed aziende di scontrarsi con tre logiche aziendali diverse per servizi simili, 3 diverse strutture di emergenza con 3 diversi numeri, ognuno fa il suo buco e la sua toppina (le strade di Arezzo sono un mosaico!).
Le assunzioni avvengono con selezioni interne, a cui si può aggiungere una prova (wow!).
Ritengo che i difetti superino i pregi, esempio la moltiplicazione delle figure di vertice (consigli d’amministrazione, direttori generali, consulenti), tutti costi che ricadono sugli utenti; anche delirio di onnipotenza nell’allontanarsi dal proprio territorio, in un caso recentissimo Estra con Consiag ha perso la gara di fornitura a Prato, dove peraltro Estra aveva rimediato una multa di quasi 300.000 euro per abuso di posizione dominante.
Per farla breve, se forse potevamo avere un solo interlocutore per gas, acqua e rifiuti, ora abbiamo una caterva di società dove vengono sistemati i trombati della politica e gli “amici”; solo il gruppo Estra avrà una dozzina di CdA e collegi sindacali (forse più di cento persone che percepiscono una indennità, in molti casi svolgendo altre attività), 10 direttori, 10 notai, moltiplicate ogni cosa vi venga in mente per 10.
è chiaro quale serbatoio elettorale, quale mangiatoia, quale potere possa fornire una tale situazione. La analisi dei presidenti e soggetti coinvolti partendo dalla originale Co.In.G.A.S.
Ducci e Guffanti l’hanno voluta e fino al 2001 l’Assemblea Consortile è stata presieduta dal corrente Sindaco di Arezzo poi compaiono i presidenti “commissione amministratrice” e i vari addentellati.
Dal 1992 il presidente amministratore era Ottone Occhiolini già consigliere ad Arezzo. Alberto Ciolfi (ex sindaco di Capolona) subentra a presidente dal 1996: dura 15 anni e perde la poltrona per lotte intestine al PD contro Fanfani. Piero Ducci, sindaco revisore dal 1996 al 2004 (figlio di sindaco, lui stesso assessore più volte).
Silurato Ciolfi, viene insediato Brandi (ex sindaco PD di Castiglion Fiorentino)
A furor di popolo devono sostituirlo, dopo l’esplodere dell’affair Castiglioni, ma controvoglia: si inventano Luigi Polli come presidente protempore di Coingas (quel Polli, ex Figc, vicesindaco nel 1990 con Vannucci, poi assessore, poi consigliere, poi amministratore di municipalizzate, poi presidente del CentroAffari, poi ..).
Così protempore che poi è stato confermato indefinitivamente.
Il due volte assessore Banchetti fremeva, quindi viene premiato con la presidenza di Estra, mancava visto che ci sono anche un amministratore delegato ed un direttore generale (presidente anche di Consiag, è anche amministratore di Estra Energie, presidente di Estracom).
Come presidente di Estra Energie, viene catapultata Catiuscia Fei (esponente del PD chianino) che dice che non lascerà mai il suo posto in Confcommercio: proprio vero, infatti fa il presidente a Estra ed il vicedirettore in Associazione Commercianti, buscando un doppio emolumento. Doveva essere indispensabile, l’azienda ha anche un amministratore delegato ed un direttore generale.
Nonostante questa pletora di uffici ed amministratori, non rispondono ai reclami inviati via pec.
Colpo di grazia: l’ex vicesindaco sceriffo di Arezzo, Marconi, trombato per una operazione immobiliare a carattere privato, nominato quale sindaco revisore (il lupo a guardia dei capretti?). Poiché grazie a lui il comune spese milioni per comprare ed installare autovelox risultati illegittimi, con riscossioni indebite, non mi riesce dormire tranquillo.
Provo a riepilogare:
Estra Energie……..4 amministratori, 3 sindaci, un direttore
Estra Elettricità….. 5 amministratori, 3 sindaci, un direttore
Estracom……………8 amministratori, 3 sindaci, un direttore
Estra Clima……….. 6 amministratori, 3 sindaci, un direttore
Estra Reti………….. 3 amministratori, 3 sindaci, un direttore
Notizie su Estra Gpl introvabili, la holding (i cittadini saranno entusiasti di “avere una holding”): Coingas 1 presidente 4 amministratori, 3 sindaci
I casi di intreccio sono i più interessanti: alcuni non conoscono il sig Paolo Nannini, è un uomo di apparato del PD toscano, già sindaco di Bucine, ex presidente di ATO4, poi commissario della Ato rifiuti Grosseto-Siena-Arezzo (quella della “gara” del mega inceneritore a San Zeno), poi presidente di Nuove Acque;
Paolo Nannini è anche consigliere di Coingas mentre Luigi Polli il presidente di Coingas, è consigliere di Atorifiuti: puramente casuale. Sono solo persone che lo fanno per la patria.
Meacci, segretario provinciale del PD, era consigliere Aisa quando c’era anche tale Francesca Tavanti (solo omonima dell’assessore più veloce di Arezzo?).
Fra i sindaci revisori Athos Vestrini primeggia per incarichi in municipalizzate ed amministrazioni locali, qualcuno dice che dipende dalla sua vicinanza al PD.
Ai suoi tempi, Lucherini ci aveva infilato Manfreda, Badiali, Cittadini, tutti di area Forza Italia;
Ora c’è Boncompagni alla presidenza, nomina contrastata perchè Boncompagni viene dall’area centrista
Boncompagni è stato vicepresidente della provincia di Arezzo dimessosi quando la situazione giudiziaria in città si è fatta pesante intorno al gruppo Mancini.
Completa il gruppo Baldi, consigliere a Foiano (indovinate?) e dirigente Cna. Perlomeno dicono quanto costano.
Atam è del comune di Arezzo al 99,92%, azienda in perenne perdita quando gestiva il servizio bus; l’hanno regalato, creando seri problemi agli autisti, e sostituito con la mangiatoia dei parcheggi che frutta al comune milioni di euro; gli fanno anche rifare anche i marciapiedi, ma non ho capito come funziona.
Chi ha preso l’Atam bus è LFI. Un’azienda storicamente problematica, un commissario arrestato per bustarelle, dall’incidente del 1992 dove morirono 3 persone a Badia al Pino e 70 rimasero ferite non è mai uscita dall’occhio del ciclone, ma garantisce poltrone e soldi. Attuale presidente Dindalini III
Arezzo Casa è il vecchio Istituto case Popolari, Arezzo è socia di maggioranza relativa, da anni vede alla presidenza maggiorenti del PD locale, ora è il turno di Dindalini I Magno (al maschile) ovvero Gilberto, ex sindaco PD di Civitella, che costa 40.000 euro all’anno e ci sono pure consiglieri, dirigenti e sindaci.
Nuove Acque fu il capolavoro (all’incontrario) dell’allora sindaco di Arezzo, Paolo Ricci. Per fare cassa si aggrappò alla legge Galli per privatizzare il servizio idrico, fino ad allora comunale.
Dovevamo, secondo lui, essere entusiasti di essere i primi in Italia: in verità, a parte i francesi che entrarono in società e qualcuno che ci cava la pagnotta, non ho trovato mai nessuno soddisfatto del passaggio.
Ricordo che nella prima fattura ci fecero pagare un extra per avere la loro pubblicità: ancora aspetto che mi rendano quei soldi rubatimi. I costi sono divenuti iperbolici per un bene che è pubblico e per una struttura che era degli aretini.
Non posso dimenticare che la Fraternita dei Laici ha iniziato a retribuire i suoi amministratori sotto Lucherini, ma con Fanfani la situazione è arrivata in tribunale con l’espulsione del rettore Vettese (scelto da Fanfani) con causa da 60.000 euro, adesso c’è Fornasari.
Paolo Casalini & Alessandro Ruzzi



