Finalmente un lamento è uscito da S.Agostino. E’ la voce del segretario provinciale Massimiliano Dindalini che cerca di mettere i puntini sulle i. Peccato che abbiamo dovuto aspettare 20 giorni e l’arrivo di Salvini, venuto a vomitare la sua solita filastrocca di cazzate davanti alla sede di V.Roma della BPE, per avere qualche flebile segnale di esistenza in vita.
Dice il segretario attraverso le colonne della Nazione, che Banca Etruria non è mai stata una banca rossa: “Il partito democratico non ha neanche il conto corrente a Banca Etruria, né ha mai ottenuto prestiti. L’affermazione che sia una banca del PD è ridicola. Quello che è accaduto è una catastrofe e voglio esprimere tutta la mia vicinanza ai risparmiatori. Di certo la colpa non è del Governo, che ha dovuto emanare il decreto visto la situazione in cui versava la banca. Se si va a guardare la storia della dirigenza, si capisce facilmente quale sia la matrice dell’istituto di credito, e non è prettamente politica. Adesso spero che la magistratura faccia il suo corso, individuando i responsabili di questa situazione”.
Bene. Adesso sappiamo che il PD non ha mai avuto nè conti, né affidamenti a Banca Etruria.
Io credo che, a parte qualche tifoso da stadio, sempre pronto a dare la colpa all’arbitro cornuto quando perde la squadra del cuore, non ci sia stato aretino, dotato di una minima capacità di discernimento, che abbia mai pensato che Banca Etruria sia stata una banca rossa. Forse manco il tifoso di cui sopra, riusciva a fare una affermazione del genere senza mettersi preventivamente a ridere sotto i baffi. Qualche partitucolo ci ha provato a scaricare le colpe della situazione di Banca Etruria sul PD, ma era così scarsa la convinzione, che forse ridevano già mentre scrivevano. E non aggiungo altro per carità di patria.
Non ridevano affatto al contrario, i disperati che avevano perso tutto. Quello che continuo a giudicare un gravissimo errore politico, è il silenzio terrificante da parte del Partito Democratico.
Solin soletti i due parlamentari eletti ad Arezzo, sono rimasti a sostenere l’impatto di migliaia di risparmiatori inferociti, con il supporto solitario di Filippo Gallo. Ma le segreterie varie, dotate di incarichi pomposi e illustri personaggi, dov’erano finite?
Li ho anche ammirati i due parlamentari del PD, ma non posso neppure immaginare come si devono essere sentiti a doversi fare carico della disperazione della gente e contemporaneamente a dover difendere quella che deve essere sembrata l’unica strada praticale. Dopo un primo momento, in cui hanno creduto ed esultato alla facile soluzione, hanno capito con chiarezza quale contraccolpo mortale stava subendo proprio il territorio che li aveva eletti. Mai avevo visto due parlamentari così terribilmente soli.
Ma dove erano nascosti le decine di candidati invadenti e vocianti a caccia di preferenze, di soli sei mesi fa? Mister centinaia di preferenze (generico) ha preferito chiedere le persiane e ben rintanato, ha pensato che era meglio aspettare che fossero finiti i tumulti? Grandissima prova politica.
Davanti ad una situazione del genere ci potevano essere solo due alternative. Una delle due doveva essere sostenuta con coraggio e coerenza.
La prima: il governo ha fatto ciò che doveva, accettando come ineluttabile la decisione presa, non dal governo stesso, ma da Bankitalia. Non c’erano alternative e questa rappresentava il male minore
La seconda: il governo avrebbe dovuto battere i pugni sul tavolo della BCE (ma non è detto che avrebbe funzionato) oppure avrebbe dovuto costringere Bankitalia a percorrere altre soluzioni (siamo nel campo delle ipotesi, ovviamente)
Nell’ un e nell’altro caso, la strategia dello struzzo, che mette la testa sotto la sabbia, non è mai una vera strategia. Le opposizioni hanno cavalcato i tumulti? E cos’altro avrebbero dovuto fare? Hanno fatto esattamente quello che ci aspetta dalle opposizioni. Hanno fatto un po’ di sciacallaggio contro il PD? Assolutamente fisiologico. Al governo c’è il PD mica i marziani!
Il frastuono mediatico ha fatto però saltare sulla seggiola più di un burocrate anche a Bruxelles, ed improvviso tutto pare oggi diventato più semplice. Perchè questo frastuono non lo ha guidato il PD? Se adesso si sta correndo ai ripari, se il direttore generale di Bankitalia si è presentato a cercare di spiegare il suo operato davanti ad una troppo arrendevole Maria Annunziata, lo si deve al rumore mediatico, ma soprattutto ad un povero diavolo che si è tolto la vita.
Quello che non avrebbe mai dovuto essere, è la scomparsa totale di ogni singola presenza, di ogni voce ad eccezione di Marco Donati e Donella Mattesini. Sappiano che hanno tutta la mia stima. Oggi piu’ di ieri.
Ho ammirato però moltissimo anche il semplice ed umile Pilade Nofri, che davanti ad una assemblea di gente inferocita si è alzato in piedi con le lacrime agli occhi e ha detto:” Io sono del PD e sono affranto di quello che sta accadendo”.
Cari signori, Pilade ha dimostrato di essere un gigante nella terra dei nani.
O io non ho capito cos’è il renzismo (ovvero chi sbaglia paga, si leva dai coglioni e avanti un altro, Renzi compreso), oppure ci stiamo prendendo per i fondelli. Avete avuto paura di una assemblea? Ebbene, la dovevate occupare di forza e di presenza quell’assemblea, senza rintanarsi dentro la cuccia a meditare. Chi non ha scheletri nell’armadio, non deve aver paura di metterci la faccia. Chi sa di aver fatto tutto quello che poteva, nell’interesse di tutti, deve anche avere il coraggio di gridarlo forte, anche a costo di rimediare uno sberleffo, anche a costo di ricevere un insulto.
Per chi ha la coscienza a posto, la fuga non paga mai. Sarà sempre e soltanto la strategia del perdente!
Paolo Casalini



