Romizi alla presidenza della commissione controllo e garanzia: un brivido!

 

Nella precedente seduta consiliare, la maggioranza aveva chiesto alle opposizioni (al PD, ad Arezzo In Comune e al M5S), di votare il candidato alla presidenza dell’assemblea proposto dalla maggioranza. Senza scossoni, salvo la candidatura alternativa di Francesco Macrì proposta da FdI, era stato eletto Alessio Mattesini, come proposto dai gruppi che sostengono Ghinelli. Non aveva votato la proposta, oltre FdI anche il M5S, che aveva deciso di votare il candidato di bandiera. Per la maggior parte delle opposizioni, si era trattato di una apertura di credito, ma soprattutto della volontà di riconoscere nel presidente, il presidente di tutti. La parte maggioritaria delle opposizioni (PD e AiC), si aspettava dunque un uguale trattamento al momento di eleggere il presidente della commissione Controllo e Garanzia, che per legge compete alle opposizioni, che individuava in Francesco Romizi il suo candidato.  

ALLA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI DI CONTROLLO E GARANZIA viene attribuita, ai sensi di legge, la specifica funzione di controllo e garanzia, oltre alla funzione generale di spettanza delle Commissioni Consiliari Permanenti.

Per il raggiungimento di tale scopo la Commissione svolge il compito ed esercita le funzioni di:

a) verificare la coerenza dell’attività degli organi e della struttura operativa dell’Amministrazione con gli indirizzi generali espressi e con gli atti fondamentali, affinché l’azione complessiva dell’Amministrazione persegua i principi affermati dallo Statuto e la programmazione generale adottata;

b) verificare l’attuazione del programma di lavoro presentato dalla Giunta Comunale all’inizio del mandato amministrativo;

c) verificare l’attuazione dei piani di lavoro annuali e del PEG assegnati ad ogni singolo dirigente;

d) esaminare ed elaborare proposte di modifica ed integrazione dello Statuto comunale e di tutti i regolamenti aventi ad oggetto tematiche istituzionali, ovvero regolamenti che riguardano tutta l’attività dell’Ente e non una competenza specifica

e) controllare a consuntivo l’attività contrattuale dell’Amministrazione, compresi gli incarichi, le consulenze, le sponsorizzazioni ed i lavori in economia

f) controllare il piano di ripartizione dei contributi al Terzo Settore;

g) verificare l’attuazione degli indirizzi consiliari sulle nomine di competenza del Sindaco;

h) effettuare azioni propulsive e propositive verso le altre commissioni, al fine di sollecitare attività istruttorie o l’emissione di pareri;

i) verificare le modalità di partecipazione e l’esercizio dei diritti dei cittadini;

j) verificare la piena attuazione dei principi di salvaguardia delle pari opportunità;

k) esaminare ed elaborare proposte regolamentari riguardanti la Polizia Urbana

L’obiezione ufficiale alla nomina di Romizi. 

L’obiezione “da parte di una parte” della maggioranza consiliare, era che questi, essendo stato assessore nella precedente giunta, sarebbe stato chiamato a controllare anche l’operato di questa, relativamente allo scorcio di consiliatura relativa ai primi mesi del 2015. Pertanto i gruppi di OraGhinelli, LegaNord e  FdI (comprensibile il mal di pancia di questi ultimi, visto che nessuno delle opposizioni aveva voluto votare Macrì alla presidenza) hanno deciso di indirizzare il loro voto sul M5S, nonostante questi si fossero rifiutati di votare Mattesini, come richiesto. 

Forza Italia, ha votato separatamente, accordando invece il consenso al candidato proposto.  

Alcune riflessioni su questa votazione.

La prima: la maggioranza si è nuovamente spaccata quando si è trovata davanti ad una votazione importante.

Come già successo per l’elezione del presidente del Consiglio Comunale, anche in questo caso i gruppi che la compongono sono andati in ordine sparso. In questo caso però, “la maggioranza della maggioranza” ha perso. Vero che alle opposizioni mancavano ben due consiglieri: se fossero stati presenti, il solo voto favorevole di FI, avrebbe garantito una elezione decisamente meno difficile e problematica.

La seconda: la motivazione addotta ha un retrosapore strumentale.

Se è vero che al commissione sarà chiamata a verificare anche l’operato di una parte di quella che fu la giunta Gasperini, è anche vero che adesso quei controlli, ed in modo decisamente più approfondito, saranno a carico di 7 assessori e di un sindaco, che sostituendosi alla vecchia maggioranza, avranno modo di valutare ogni aspetto, ogni delibera, ogni dubbio, ogni capitolo di quella giunta, che tra l’altro negli ultimi sette mesi (senza riaprire oggi polemiche post elettorali), si  è limitata ad una ordinaria gestione della macchina comunale.    

La terza: indicare un candidato comodo per la maggioranza.

La differenza tra l’ex assessore Romizi ed un neofita della amministrazione comunale, sta nella possibilità di avere un lungo periodo di latenza sostanziale, durante il quale sarebbe giustamente necessario avere tutto il tempo per il neo presidente, di approfondire, studiare, capire, orientarsi, periodo in cui si potrebbe ben immaginare che un sindaco appena appena esperto (e Ghinelli è piu’ che esperto) potrebbe “incartare” l’organo di controllo a suo piacimento.

Morale della favola: vuoi per l’alto grado di inesperienza, vuoi per la natura composita della maggioranza, ci aspetta una consiliatura, che almeno nei primi 12 mesi (ma forse più), sarà pirotecnica. Forse saranno fuochi fatui, diatribe da pollaio dopo una campagna elettorale che ancora tarda a spegnersi, certamente poco utili ad un reale progresso della città, ma per questo piu’ che sul consiglio, appuntiamo le speranze sul sindaco Ghinelli. 

Paolo Casalini

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