Risolvere i problemi facendo finta che non esistano: la tecnica dello struzzo!

 

 

Hanno scritto che la relazione di un professore universitario al convegno di Certi Diritti, convegno che aveva il patrocinio della Provincia (ohh che vergogna… ma ad Arezzo si può invitare anche un coglione a parlare di antigender e gli si da pure il patrocinio del comune) era violenta, perché (estrendo il concetto dal contesto) il professore di cui sopra, ha accusato coloro che sostengono la cultura omofobica, di essere responsabili delle morti dei ragazzi che si suicidano. Letteralmente:”…impedire che si faccia qualcosa contro l’omofobia, equivale ad avere una responsabilità. Chi falsifica consapevolmente dati, ricerche e ostacola qualsiasi intervento di prevenzione dell’omofobia, ha le mani sporche di sangue. I suicidi possono essere evitati.”

Come si fa a scrivere, che chi sostiene che ostacolando le azioni di prevenzione del bullismo omofobico si è responsabili delle conseguenze dello stesso (mi pare tautologico)… intenda definire assassini i genitori che vogliono dare un’educazione ai figli o che si battano per il diritto di avere un padre e una madre…mi pare davvero una forzatura priva di riferimenti concreti. Infatti in un delirio di sillogismi sconclusionati, allargano il concetto ai matrimoni omosessuali, che nel contesto specifico non c’entravano un bel niente, ma fa sempre utile, visto che di questo si discute oggi in Parlamento (ma non sono mica ideologizzati.. nooo, si offendono pure se lo dici).

Poi ci spiegano che non è vero che il tasso dei suicidi è piu’ alto tra i ragazzi gay (prima li obbligano a nascondersi, poi fanno finta che non siano omosessuali, quindi negano le statistiche). Ci deliziano con un riferimento alla Costituzione che non c’è e alla fine accusano di essere di mentalità chiusa.. “poiché l’impressione è quella di una precisa volontà di inasprire i toni, forse non valutando attentamente le possibili conseguenze che certe parole possono avere”.

Il finale è esilarante. Condedetemelo!

 

P.S. Dalla rivista di Psichiatria e psicoterapia culturale, consiglio la lettura di un buon saggio: ESPLORANDO IL SIGNIFICATO DEL SUICIDIO NEI GIOVANI GAY, LESBICHE E BISESSUALI ITALIANI

 

Paolo Casalini

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