Sul provvedimento non è stata raggiunta l`intesa in Conferenza unificata, ma il Governo ha deciso di procedere in attesa che gli enti territoriali facciano fronte ai loro adempimenti.
Lo schema di decreto prevede questi criteri: regola generale sarà l`assegnazione dei dipendenti in sovrannumero alle regioni e agli enti locali, inclusi gli enti pubblici non economici e quelli del Ssn. I dipendenti in comando o fuori ruolo verranno prioritariamente assegnati alle amministrazioni in cui prestano servizio. Sul piano individuale sarà favorito chi gode dei benefici della legge 104/1992 e chi ha figli fino a tré anni di età. I lavoratori della Croce rossa saranno indirizzati verso le amministrazioni statali con priorità, anche in questo caso, per il ministero della giustizia. La polizia provinciale verrà prioritariamente destinata ai comuni con funzione di polizia locale, mentre al ministero delle infrastrutture andranno coloro che nelle province si occupavano della gestione degli albi provinciali degli autotrasportatori.
Lo road map sarà la seguente:
10 giorni dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale, il personale in comando o in distacco, dovrà esprimere il proprio consenso a essere inquadrato nell’ente in cui già si trova. Se i tempi saranno rispettati, Province e Città metropolitane dovranno inserire nel portale nazionale della mobilità gli elenchi degli esuberi.
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Nei 30 giorni successivi (quindi entro fine di novembre) Regioni, enti locali, sanità e Parastatali dovranno pubblicare i posti disponibili nei loro organici per l’assorbimento degli ex provinciali.
Negli ulteriori 30 giorni successivi (fine dicembre), dovrà essere pubblicato il censimento dalla Funzione pubblica.
Il personale interessato avrà a sua volta 30 giorni per esprimere la propria preferenza sulla ricollocazione (fine gennaio)
Dopo ulteriori 30 giorni, quindi entro la fine di febbraio o i primi di marzo (approssimativamente), la Funzione pubblica assegnerà ai nuovi datori di lavoro i dipendenti interessati, che entro un mese dovranno prendere servizio.
Il decreto, oltre a fissare i criteri per la scelta sulla nuova collocazione e le priorità in caso di preferenze analoghe, in fatto di stipendi prevede la salvaguardia del trattamento fondamentale e dell’accessorio solo per le voci «con carattere di generalità e natura fissa e continuativa» (da finanziare con una sezione ad hoc dei fondi decentrati). Questo meccanismo, motivato dalla necessità di allineare stipendi e inquadramenti, ha già provocato una levata di scudi dei sindacati, che annunciano ricorsi in caso di buste paga troppo alleggerite.
Il vero problema a questo punto, saranno i bilanci delle provincie, perchè anche seguendo questo serrato calendario, l’alleggerimento sui costi non potrà aver luogo prima dei prossimi sei mesi, mentre i conti dei tagli ai bilanci (una miliardata) sono stati fatti avanti all’oste.
E’ evidente che la situazione pone qualche interrogativo sulla sostenibilità dei bilanci provinciali.
Paolo Casalini



