Meno male che il decreto Martini si occupa di cavalli e non di moto…

 

 

 

Naturalmente i vari ministri, viceministri e sottosegretari, che negli anni si sono succeduti qualcosa dovevano pur scrivere per lasciare un segno tangibile del loro misero passaggio su questa terra. Qualsiasi cosa va bene: per esempio una tassa e sovrattassa sulle sigarette elettroniche, magari per compiacere (e speriamo sia solo compiacimento) le multinazionali del tabacco, a cui naturalmente ha messo una pezza la Corte Costituzionale.

Così è anche per il decreto Martini: si è pensato per un po’, magari seduti sulla tazza del cesso invece di leggere il giornale, si ha una idea che ci pare geniale, magari per erigersi a difesa di questo o quel movimento (gli animalisti in questo caso) e si fa un decretino, così, tanto per gridare al mondo che esistiamo e abbiamo fatto qualcosa di utile.

Decreto Martini: Ordinanza contingibile ed urgente concernente la disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati. (09A10569) (G.U. Serie Generale n. 207 del 7 settembre 2009) allegato A) punto C). “Il percorso deve essere protetto con adeguate paratie tali da attutire eventuali impatti o cadute”.

Dopo anni di studi sulla sicurezza delle piste dove corrono gli umani sulle due e quattro ruote, sono state rimosse le “adeguate paratie” lungo i tracciati, lasciando al loro posto ampi spazi di fuga, in cui le eventuali cadute possano trovare la possibilità di esaurire l’energia della velocità, senza ostacoli.

Questo naturalmente non vale per le corse di quadrupedi, anzi: in caso di cadute è bene che i cavalli, ma soprattutto i fantini, vadano a sbattere subito sulle paratie di sicurezza. Così ce li leviamo dalle palle e non ci pensiamo piu’! Diciamocelo pure: così la fanno finita con queste menate storiche, con i quadrupedi finalmente ci faranno le bistecche e gli animalisti la smetteranno di rompere a chi governa, che ha poco tempo da perdere.

Poco conta che nella nostra giostra a destra e a sinistra della lizza, vi siano ampi spazi ove piu’ volte i cavalli son finiti senza danni. Il decreto dice che dobbiamo istallare paratie flessibili (parola magica per incompetenti). Si fa un decreto pensando alla gara delle miccie di Roccacannuccia e lo si estende a tutto l’italico suolo, inserendo nei percorsi pericolose barriere di SICUREZZA, che se anche la sicurezza non la aumentano, lo diventano per forza, perché così è stabilito per legge (la legge non sbaglia mai).   

Sono anni che in nome della fantomatica SICUREZZA, si mettono norme bislacche, che cambiano ogni tre per due, che magari non serviranno a nulla, ma certamente permetteranno ad uno stuolo di burocrati, controllori, passacarte, tecnici e supertecnici, specialisti, verificatori, produttori di materiali vari, di sbarcare il lunario a spese dei contribuenti. E mentre in nome della sicurezza si tartassano i cittadini, i pompieri non hanno i soldi per il carburante e un pezzo dell’aereoporto di Fiumicino va in fiamme senza grossi problemi.

Alla faccia delle norme e dei decreti sulla sicurezza. Naturalmente! 

Paolo Casalini

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