Ho letto in questi giorni le prese di posizione del Consiglio Regionale dell’Umbria, ma anche quelle dei comuni della provincia di Siena, sul posizionamento della fantomatica stazione Media Etruria.
Molti in Umbria, vorrebbero che l’AV passasse da Perugia,trasformando cioè la linea centrale umbra, in una linea ad AV. Cosa che potrebbe anche essere suggestiva, se non costasse un occhio della testa. Altri, vorrebbero invece trasformare la stessa linea in una metropolitana di superficie. Poche idee, ma certamente confuse bene.
Il tavolo tecnico invece prevede due possibilità: la prima una interconnessione con il trasporto su gomma, costruendo una stazione sull’intersezione tra la Siena-Perugia e la direttissima. Località prescelta Farneta. La seconda a Rigutino. Dove la Linea lenta e la direttissima quasi si toccano. Sbagliato considerarla una interconnessione, perché in realtà sarebbero i passeggeri a spostarsi tra una linea e l’altra, senza bisogno che i treni effettuino alcuno scambio.
Al di là delle valutazioni tecniche, i grandi assenti da queste analisi sono gli utenti. Quanti passeggeri si prevedono nelle varie posizioni? Qualcuno ha fatto delle analisi sui flussi? Mi pare invece che la discussione sia ferma ai campanili e non ai servizi. “La voglio ioo, no è miaa, dovete farla quii…” le pressioni politiche per spostare tutto il progetto, un po’ piu’ in qua o un po’ piu’ in là, come un elastico, si sprecano!
Ma quanti utenti utilizzeranno veramente questa stazione, a seconda di dove è posizionata, non ce lo dice nessuno. Eppure l’esperienza Mediopadana, nata per intercettare almeno 2.500 utenti da ben 3 provincie, mentre è invece sostanzialmente utilizzata solo dai reggiani, ci dovrebbe essere di esempio. Qui l’intersezione con l’autostrada, si è dimostrata solo una vana prosopopea.
Di certo c’è solo che in questa stazione, i flussi che si prevedevano devono ancora arrivare. Il Comune di Reggio Emilia sta lavorando sui collegamenti con le province vicine, che per ora però sono fermi al palo. La Mediopadana si può raggiungere solo dalla stazione di Reggio Emilia con un servizio di metropolitana di superficie. Dalle altre città come Parma e Modena non ci sono ancora attive le navette su rotaia, quindi l’unico snodo per ora rimane la città di Reggio (per portare passeggeri da Modena a Mediopadana, solo durante l’Expo, è stata istituita una apposita navetta). Immaginiamo cosa sarebbe successo, se Mediopadana fosse stata costruita lontano anche dall’unica navetta ferroviaria e posizionata in mezzo al nulla!
Morale: una stazione si fa dove ci sono clienti certi. Chi spera di farla per portarci gli utenti dopo, soprattutto con mezzi propri, è un pollo. Discutere della posizione, solo su basi tecniche, prescindendo dal vero bacino di utilizzatori, mi ricorda la barzelletta dell’ubriaco che perde le chiavi di casa. Era notte ed un ubriaco piegato dall’alcol, stava cercando qualcosa in uno stradone illuminato dalla luce dei lampioni. Dei passanti, mossi a compassione, decisero di aiutarlo:” Cosa stai cercando?” – “Le chiavi di casa. Senza quelle mi toccherà dormire fuori”. Fu così che il gruppetto di volenterosi cominciò a cercare ai bordi della strada e negli spigoli del marciapiede. Dopo un po’ di vana fatica, uno si rivolge all’ubriaco: ”Ma sei sicuro di averle perse qui?” –“No, in verità le ho perse laggiu’!” “E allora perché le stiamo cercando qui?” “…perché laggiu’ è buio, mentre qui c’è la luce dei lampioni!”
La nota della regione Toscana.
I risultati del lavoro del tavolo tecnico per la stazione Medioetruria, che stabiliscono la fattibilità del progetto ed individuano la localizzazione ottimale per la nuova infrastruttutra in due località toscane – Rigutino a sud di Arezzo e Creti nel comune di Cortona – sono stati presentati ai sindaci dei Comuni interessati, ai rappresentanti delle Camere di Commercio ed a delegati di Trenitalie, Ntv e Rfi dagli assessori regionali ai trasporti di Toscana ed Umbria, Vincenzo Ceccarelli e Giuseppe Chianella.
“Questo studio – ha spiegato Vincenzo Ceccarelli – ha evidenziato che la stazione Medioetruria è un progetto sostenibile, che ha un bacino di utenza di circa due milioni di utenti, analogo e forse superiore a quello della stazione Mediopadana tra Bologna e Milano. Ha preso in considerazione cinque possibili localizzazioni e valutato che quelle mediane – Rigutino e Creti – possono avere qualche elemento di forza in più. I risultati sono stati presentati ai Comuni e alle Camere di commercio interessate per dare loro la possibilità di fare osservazioni. Grazie a questo lavoro potremo chiedere l’apertura di un tavolo con il Ministero, il cui coinvolgimento è indispensabile per la realizzazione di un simile progetto, e con Fs”.
“Penso – ha concluso Ceccarelli – che la realizzazione di una stazione per i treni ad alta velocità nella Toscana del sud abbia un grande valore anche rispetto alla proposta del presidente Rossi di costituire, nel futuro riassetto isrituzionale, una macroregione che comprenda Toscana, Umbria e Marche. In questa prospettiva diventano strategiche tutte le infrastrutture trasversali”.
Per l’assessore ai trasporti della Regione Umbria, Giuseppe Chianella, i due siti indicati “rispondono entrambi al requisito di avere una posizione strategica per rendere pienamente efficace ed efficiente il collegamento all’Alta velocità, con l’Umbria e col sistema trasportistico dell’Italia centrale. Il complesso lavoro portato avanti dalla Commissione, partito dalla valutazione iniziale di cinque siti ipotetici, di fatto certifica la sostenibilità di questa nuova stazione ferroviaria sulla linea dell’Alta velocità Firenze-Roma nei due luoghi proposti, anche in termini di bacino d’utenza”.
“Concluso il lavoro tecnico – ha detto Chianella – ora spetta alla politica Regioni e Governo, approfondire ulteriormente la questione per arrivare ad una scelta condivisa sulla località più adatta ad ospitare la nuova stazione. Non vi è dubbio che la stazione di Medioetruria costituisca un’opportunità di straordinaria importanza per gli utenti dell’Umbria, della Toscana e anche dell’Alto Lazio. Per la nostra regione, in particolare, agganciare l’alta velocità significa non solo velocizzare i collegamenti soprattutto verso il nord, da Bologna a Milano a Torino, ma avere positive ricadute su l’intero sistema del trasporto regionale, sia ferroviario che su gomma. Insomma la fermata sarà un vero e proprio motore di sviluppo per il territorio umbro”.
Paolo Casalini



