Questo il primo comunicato a firma da chiarire: “In merito alla seduta odierna del Consiglio Comunale, si precisa che la maggioranza continua ad essere costituita dai soggetti politici che, con i loro comportamenti, hanno dato effettivo e leale contributo all’amministrazione ed alle scelte proposte dal Sindaco e dalla Giunta. In ciò il comportamento del solo consigliere Macrí (Francesco) è risultato palesemente contrario alla politica di maggioranza. Ne deriva la sua personale definitiva uscita dalla maggioranza del governo cittadino, ferma restando, salvo diretta smentita di Fratelli d’Italia, la partecipazione di FdI alla coalizione di governo. La mancanza del numero legale è stata determinata, per i consiglieri della Lega Nord, da motivazioni del tutto contingenti e giustificate. Sono stati piuttosto i consiglieri di minoranza che, con scarso senso istituzionale, pur presenti in aula e con 5 atti di indirizzo da loro iscritti all’ordine del giorno, non hanno risposto alla conta del numero legale impedendo il prosieguo dell’adunanza”.
Questo invece il comunicato della Lega Nord: “Ribadiamo la nostra fiducia totale nel sindaco di Arezzo. Non abbiamo mai messo in dubbio la fiducia ad Alessandro Ghinelli. Questa città deve essere l’esempio di come un buon centro destra governa bene. Prima di alimentare false speranze da parte del Pd, confermiamo ancora il nostro appoggio a Ghinelli. – ha detto il segretario regionale della Lega Nord Manuel Vescovi. Mi è stato subito spiegato dal nostro capogruppo e dai consiglieri che la loro, questa mattina, è stata solo un’uscita tecnica, non un’assenza strategica. Rinnoviamo ancora la fiducia al nostro assessore e ai nostri consiglieri che stanno spendendo grandi energie per il cambiamento di Arezzo, un cambiamento che sono certo ci sarà”. Tiziana Casi ha quindi concluso: “nel prossimo Consiglio comunale verrà presentata la stessa delibera, nella dichiarazione di voto ricorderemo i punti che vogliamo vengano tenuti in conto, e sarà approvata”.
Qualche riflessione.
La prima: sbagliano coloro che immaginano che da tutto ciò scaturisca ipso facto una crisi di governo cittadino. Non è così. La maggioranza si riduce forse, ma parlare di crisi è prematuro e probabilmente sbagliato.
La seconda: sbagliano anche coloro che sottovalutano il livello dello scontro nato all’interno della maggioranza. Non è un problema di natura caratteriale. Non è (solo) una questione di poltrone. Si può invece immaginare che su questa vicenda si intersechino diversi livelli di lettura. Un livello storico, che affonda le sue radici nelle spaccature che generarono la fine di AN, partito di provenienza in cui molti degli attuali protagonisti militava. Ma un aspetto non secondario è relativo invece alla diversa concezione del sistema di gestione della amministrazione e dei rapporti di forza in campo con i famosi “poteri forti”. Mentre tutto il resto è destinato ad esaurirsi nelle frizioni personali e negli scontri del sottobosco politico, quest’ultimo problema credo che sarà destinato a deflagrare piuttosto rumorosamente.Torneremo presto a parlare di tutto ciò, in modo molto piu’ approfondito.
La terza: immaginare di poter separare la posizione personale di Francesco Macrì, da quella del suo partito di riferimento, è utopico e poco realistico. Al momento c’è una identificazione totale tra queste due facce della medesima medaglia. Se nella prima c’è Macrì, nella seconda c’è FDI. E viceversa. Impensabile cercare di ridurre il problema politico a problema personale. Non funzionerà. Infatti pochi minuti fa, è arrivato il comunicato ufficiale del livello regionale: “Alla luce di quanto accaduto oggi nel corso della seduta del consiglio comunale di Arezzo ed in particolare a seguito delle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dai gruppi di maggioranza a Palazzo Cavallo, vogliamo ribadire la piena ed incondizionata fiducia della quale godono i nostri consiglieri comunali, Macrì e Carlettini, da parte delle segreterie regionale e provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale”. Questo quanto fanno sapere il portavoce regionale di FdI-An, Francesco Torselli ed il portavoce provinciale aretino, Federico Dini. “Nei prossimi giorni – spiegano Torselli e Dini – saranno convocati gli organi interni di FdI-An deputati a discutere dell’atteggiamento futuro che i nostri consiglieri comunali dovranno tenere nei confronti della maggioranza alla guida della città; ci preme comunque sottolineare come la valutazione nel merito di una eventuale ‘definitiva uscita dalla maggioranza del governo cittadino’ sarà, qualora vi fosse, frutto esclusivo di una nostra valutazione e non certo potrà derivare da considerazioni altrui”. “Per adesso – concludono Francesco Torselli e Federico Dini – ci limitiamo ad un caloroso invito affinché si eviti di strumentalizzare quanto accaduto oggi al fine di far emergere presunte ed inesistenti divisioni o differenze tra i consiglieri comunali Macrì e Carlettini e la struttura di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. Macrì e Carlettini hanno tutto il nostro sostegno, oltre a godere della nostra più completa fiducia”. Francesco Torselli Portavoce Regionale FdI-An – Federico Dini Portavoce Provicniale Arezzo FdI-An
La quarta è invece poco piu’ di una battuta. Nel finale del comunicato (di Ghinelli) infatti, si rimproverano le opposizioni di fare… le opposizioni. Di grazia, cosa dovrebbero fare le opposizioni? L’inchino quando entra la maggioranza? Una maggioranza che può contare su un premio imponente, che garantisce(iva) 21 voti contro 12, non può chiedere all’opposizione di farsi carico di assicurare il numero legale. Questo si che sarebbe un segnale politico da cui trarre estreme e definitive conseguenze!
Paolo Casalini



