In questi giorni il mio telefono è bollente per le decine di telefonate che mi arrivano da ogni parte d’Italia e ciò in relazione all’evento organizzato presso Arezzo Fiere il 10 dicembre.
Premesso che continuerò a rispondere a tutti quelli che sentiranno il bisogno di chiamarmi, mi preme tuttavia precisare alcune cose che schematizzo per praticità. Sono le risposte che mi trovo a dare piu’ frequentemente al telefono.
Sono rappresentative ovviamente solo del mio pensiero, non sono estendibili a nessun altro se non a me. Me ne assumo perciò personale, esclusiva e totale responsabilità.
- In questo evento non è prevista alcuna sottoscrizione di azione legale collettiva. Sono perfettamente d’accordo con il comunicato della CISL Arezzo: chiunque vi proponga azioni risarcitorie, prima ancora che il Parlamento abbia approvato un testo definitivo, lo fa solo per intercettare iscrizioni. Non è eticamente corretto parlare di azioni legali senza avere ancora il testo finale su cui incentrarle.
- Lo scopo della assemblea del 10 dicembre, è solo quello di dare forza collettiva alle singole voci. Essere una massa critica significa far pesare il problema, non per spostare o intercettare voti, ma per spingere le autorità alla ricerca di ogni possibile soluzione.
- Non esistono soluzioni preconfezionate.
- Anche il tentativo di creare un fondo di solidarietà, in grado di coprire anche solo il 30% degli investimenti bruciati in questa triste storia, è benvenuto. La soluzione difficilmente passerà attraverso una unica scappatoia, ma sarà probabilmente un concorso di più fattori convergenti. Nessun seppur piccolo contributo al problema dovrà essere considerato un elemosina. Una soluzione anche parziale, è sempre meglio di nessuna soluzione.
- Dobbiamo assolutamente rispettare anche i cittadini che non concordano, perché estranei alla vicenda, con l’utilizzo di fondi pubblici. Hanno buone e motivate ragioni.
- Dobbiamo scindere il piano penale da quello civile. I responsabili se hanno colpe pagheranno, ma i processi non si fanno nelle piazze. Esiste una Procura della Repubblica che sa fare benissimo il suo mestiere.
- Il populismo processuale non ci interessa, lo “strepitus fori” non serve per risolvere i problemi. Nessuno farà processi a nessuno, almeno non nella assemblea del 10 dicembre.
- Guardatevi da coloro che cercheranno di cavalcare le vostre disgrazie per ricercare effimero consenso. Una sola definizione per costoro: avvoltoi che procureranno solo altre disgrazie!
- L’assemblea non ha un colore politico. Nasce da una idea di un consigliere comunale ma è estesa a tutti i cittadini di buona volontà. Per questo hanno aderito le piu’ svariate forze politiche, sociali ed economiche, rappresentative di tante correnti di pensiero diverse. L’obiettivo deve essere solo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica al problema per evitare che ci si dimentichi di chi adesso è in grave difficoltà e contemporaneamente si impedisca per il futuro il ripetersi di casi analoghi.
- Per questo e solo per questo rinnovo il mio invito: partecipare è importante
P.S. continuerò a tenervi informati sugli sviluppi e sulle partecipazioni previste.
Paolo Casalini



