Vi prego signori membri del governo: evitate di prendere per il culo il paese.
Una legge abominevole prevede che solo sulle perdite dei titoli, si applichi una minusvalenza erariale del 26% (di contrappasso i guadagni pagano le plusvalenze). Questo diritto nella repubblica delle banane, non è riconosciuto però a chi ha perso tutto.
Correggere una cosa abominevole non è un merito: è il minimo sindacale!
E’ oltraggioso dichiarare che il governo sta studiando la possibilità di consentire ai risparmiatori che hanno subito perdite dall’annullamento dei titoli delle quattro banche di cui è in corso il salvataggio, di portarle in compensazione dell’imposta sui capital gain. (Lo ha detto il sottosegretario all’economia Enrico Zanetti intervenendo ad una trasmissione televisiva).
Il problema deriva dall’attuale normativa fiscale, evidentemente scritta da qualche demente ministeriale, che non consente di trattare come minusvalenze le perdite dovute all’azzeramento di un titolo (totale), ma solo quelle provocate da vendita in perdita (parziale).
“Posto che non possiamo andare sul fronte aiuti di stato, dal punto di vista fiscale queste persone hanno subito una minusvalenza: avevano un titolo che valeva 100 e ora hanno un titolo che vale zero. Bisogna dare la possibilità di recuperare questa minusvalenza per il 26% [la tassazione sui capital gain]”
Così ha risposto Zanetti al giornalista che gli chiedeva di spiegare che cosa stesse facendo il governo su questa vicenda.
La volete l’unica soluzione praticabile? Dichiarate il controllante responsabile di mancato controllo, e fatevi mettere a bagno da una class action collettiva!
Se è vero (fonte Sole24ore) che la metà delle obbligazioni sono in mano ad altre banche (e quindi sprovvedute certamente non possono dichiararsi o è meglio che chiudano) pagare i danni, soprattutto se riconosciuti da un tribunale ai cittadini incolpevoli e/o sprovveduti causa scarsa comunicazione e controllo, non potrà mai essere considerato aiuto di stato!
Per il futuro pubblicate su tutti i quotidiani una nota a pagamento, in cui si spiegano i rischi delle subordinate, ed eviterete pure “il precedente” che tanto spaventa il governo!
Alla fine costerà ai contribuenti sicuramente meno di tutti gli “imbrogli” e delle “genialiate” che vi stanno venendo in mente in questi giorni.
Paolo Casalini



