I masculi si devono vestire da masculi e le fimmene da fimmene!

 

 

 

Bacimmo le mani a voscienza!

E fu così che la maggioranza approvò l’atto piu’ assurdo e ideologico che si sia mai visto a Palazzo Cavallo, certamente in funzione razzista e se possibile segregazionista.

L’atto di questa mattina, anzi, gli atti di questa mattina (non dimentichiamoci quello sui mendicanti), scoperchiano la pentola sulla maggioranza che è stata eletta a governarci.  Scopre il velo pietoso che si chiama civismo, per mostrarci il volto arcigno di una maggioranza clericofascista. Che al vuoto delle idee, sostituisce il pieno delle ideologie. Che incanta con promesse vacue e mantiene ciò che vuole.  

Non è una novità che molti tra coloro che occupano gli scranni della giunta, che oggi si definiscono civici, abbiano trascorsi da ex missini o da AN, anzi di una particolare corrente di AN, quella stessa corrente che trionfalmente ci ha già regalato i tre moschettieri. Per l’appunto quella che vide Macrì perdente.

Almeno le sue opinioni (di Macrì) sono note e chiare. Non si è nascosto sotto la coperta corta di una lista civica. Chi lo ha votato, sapeva benissimo cosa votava. Onore alla onestà intellettuale.

Oggi, dopo essere passati per lo sbiancamento a 90 gradi della lista civica, ce li ritroviamo tutti ancora lì, senza però la mediazione e la cultura liberale di Gigi Lucherini.

E allora oggi io mi chiedo: cosa è rimasto della destra liberale, di quegli uomini “liberi”, che in nome anche della uguaglianza e della fratellanza, hanno coraggiosamente sfilato dietro ai loro labari al gaypride del 2000 ? Forse qualcuno è rimasta al gabinetto?

Dentro a quale tasto sono caduti? Dietro a quale colonna si sono nascosti? La laicità è cosa che si pratica e non si annunzia. L’onestà intellettuale dovrebbe essere il cordone che lega e unisce gli uomini che cercano il progresso dell’umanità.

Ancora mi chiedo se la maggioranza in Consiglio Comunale di Arezzo abbia coscienza di cosa ha approvato oggi.

Credo di no, e visto il misero livello culturale medio, urge che la giunta cominci a stimolare lo studio serio almeno nelle commissioni, di qualche testo scientifico.

La verità è che l’atto di indirizzo scopiazzato da altri, fa riferimento ad esperienze di altri e su cose sentite raccontare da altri! (Trieste in primis e grazie al passaparola di giornali che non sono funzionali nemmeno al cesso)

Nessun aggancio al nostro territorio, alle esperienze scolastiche aretine, agli insegnanti della nostra città. E come potrebbe essere altrimenti? Mezza giunta è di importazione, mentre i Consiglieri Comunali (è palese ascoltandoli), non devono aver avuto un ottimo rapporto con la scuola. Altrimenti non si spiegherebbe.  

Mi domando invece se sia normale che un Consiglio Comunale di cotanto spessore, si interessi agli effetti di interventi di educazione alla sessualità in relazione alle identità sessuali non normative, alle disuguaglianze sessuali, di genere, etniche e di classe.

L’ignoranza oggi, ha gettato il discredito verso la cultura e verso gli insegnanti. Li ha fatti apparire inadeguati, incapaci, impreparati a relazionarsi con i loro figli. Soprattutto con i problemi dei loro figli, fino a ribadire che solo la politica, anzi solo il potere, può stabilire cosa sia giusto e cosa sbagliato nel campo della educazione.

Una operazione mediatica di distrazione di massa. Un modo per dissumulare il vuoto delle idee e buttarla in caciara.

Questa sera, guardando il cielo stellato, vedrò che non siamo ancora tutti uguali, vedrò un mondo che ancora ha bisogno di crescere e che oggi ha fatto un passo indietro nel nome della demagogia e della incompetenza.  

 

 

Paolo Casalini

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