I 60 mesi che definirono il destino di una banca con 130 anni di storia

Una breve conistoria degli eventi che hanno portato alla cancellazione del nostro istituto di credito

Maggio 2009: defenestrato il presidente storico Elio Faralli. Subentra Giuseppe Fornasari. Dal 23 maggio Banca Etruria è sotto il controllo di un gruppo politico composto da ex democristiani. 

Ottobre 2009: L’assemblea ordinaria dei soci, presieduta da Giuseppe Fornasari, nomina Faralli presidente onorario dell’istituto. «L’impegno con cui Faralli ha contribuito in maniera significativa all’affermazione del Gruppo Banca Etruria nel panorama creditizio nazionale e le particolari benemerenze ottenute nel movimento delle Banche Popolari, hanno trovato il pieno consenso della compagine sociale alla sua nomina». All’87enne Faralli, «dimessosi da tutte le carica ricoperte, è stato anche riconosciuto un premio alla trentennale carriera ed un emolumento straordinario di complessivi 1,3 milioni di euro». A ciò si aggiunge – spiega ancora la banca – «un corrispettivo annuale di 120.000 euro per patto di non concorrenza della durata di 5 anni». I soci hanno inoltre provveduto a nominare Felice Emilio Santonastaso nuovo consigliere di amministrazione in sostituzione di Rossano Soldini che accusava i vertici della banca di aver messo a punto una operazione per snaturarne le radici territoriali. Ormai la maggioranza del consiglio di amministrazione, dichiara Soldini, è in mano a consiglieri non provenienti dal territorio.

Marzo 2011: Nella sala del Continentale Rossano Soldini e Alfredo Berni presentano la lista alternativa che si presenterà  per il rinnovo del CDA di Banca Etruria. La parola d’ordine è: la banca deve tornare a servizio della città.

Aprile 2011: Con 7704 voti, il CDA uscente viene riconfermato. La lista Berni/Soldini conquista 1964 voti. 76 schede bianche, 24 le nulle. Il consiglio di amministrazione di Banca Etruria conferma Giuseppe Fornasari come presidente. Sarà  affiancato dai due vice presidenti: Giovanni Inghirami e Natalino Guerrini, il primo con la carica di vice vicario. Il nuovo cda dell’istituto è così composto: Giuseppe Fornasari, Giovanni Inghirami, Natalino Guerrini, Alberto Bonaiti, Luigi Bonollo, la new entry Pier Luigi Boschi (mal gliene incolse), Giovan Battista Cirianni, Giampaolo Crenca, Laura Del Tongo, Enrico Fazzini, Augusto Federici, Andrea Orlandi, Lorenzo Rosi, Felice Emilio Santonastaso ed Alfredo Berni.

Aprile 2012:  L’assemblea approva il bilancio con il ritorno al dividendo, attraverso l’aumento gratuito di capitale sociale, per un importo di 7.051.957 euro, mediante emissione di 2.350.652 azioni ordinarie, con assegnazione gratuita ai soci nel rapporto di un’azione di nuova emissione ogni trentadue possedute, con godimento dal primo gennaio.

Giugno 2013: Il Consiglio di Amministrazione di Banca Etruria, dando esecuzione alla delibera dell’Assemblea Straordinaria dei Soci del 11 novembre 2012, definisce le modalità e le caratteristiche dell’Aumento di Capitale da 100 milioni di euro. Difficile capire oggi la posizione di Bankitalia, che già sapeva che avrebbe commissariato l’Etruria, ma ha lasciato che la banca rastrellasse i risparmiatori aretini.

Dicembre 2013, a seguito di numerose ispezioni, Bankitalia impone l’aggregazione con un istituto di elevato lignaggio. Senza questa soluzione, Banca Italia minaccia rapide ritorsioni compreso il probabile commissariamento. Imputato maggiore, come sempre, la cattiva qualità del credito che ha portato a dover spesare circa 800 milioni dal 2009 e che già necessiterebbe di ulteriori rettifiche per 80 milioni oltre che di un’attenta revisione delle posizioni a incaglio e a sofferenza.

I rilievi e le indicazioni contenuti nelle risultanze dell’ispezione di Bankitalia durata ben 9 mesi e conclusasi in settembre e che il Presidente Fornasari ed il Direttore Generale Bronchi riportano alle organizzazioni sindacali aziendali convocate con urgenza, in coda al CdA di venerdì 13 dicembre.

Gennaio 2014: Milano Finanza dichiara essere imminenti dimissioni di presidente e direttore generale. Banca Etruria smentisce e dichiara essere completamente destituita di fondamento la notizia apparsa sul sito milanofinanza.it e ripresa dal sito corrieredellasera.it  avente come oggetto le future ed ipotetiche dimissioni del Presidente e del Direttore Generale di Banca Etruria. Tali notizie – si aggiunge in un comunicato – sono fortemente lesive dell’interesse e dell’immagine della Banca e causa di turbativa del mercato azionario. Banca Etruria si riserva pertanto ogni azione in sede civile e penale tesa alla difesa degli interessi degli azionisti e del proprio management, diffidando chiunque dalla divulgazione delle false notizie riportate”. Il CdA di BANCA ETRURIA nel frattempo,  attiva un processo di vendita gestito da Rothschild e Lazard col fine di trovare un istituto di standing che compri la banca. Sul processo viene data scarsa comunicazione ma si vocifera che i potenziali interessati potrebbero essere la banca popolare dell’Emilia romagna e la banca di Vicenza, a cui viene dato accesso alla data room virtuale per l’approfondimento del dossier.

3 Aprile 2014: lettera pesantissima da parte di Bankitalia. Sostanzialmente si richiedono le dimissioni immediate di tutto il management. 

6 aprile 2014: Il presidente Fornasari annuncia le sue dimissioni. Subentra Lorenzo Rosi che era vicepresidente. Se Bankitalia chiede un cambio di passo nella gestione dell’istituto, l’avanzamento da vice a presidente non rappresenta certo una forte discontinuità. Luigi Boschi diventa vicepresidente. I bene informati immaginano già come sarebbe andata a finire…

Lunedì 7 Aprile 2014 il vicedirettore generale di Vicenza, Andrea Piazzetta, dichiara alla stampa a margine di un convegno, che entro il venerdì successivo avrebbero presentato una offerta cash vincolante.

Kairos apre lo short sul titolo, scelta quantomeno dubbia, dal momento che a breve sarebbe arrivata un’offerta vincolante verosimilmente superiore al prezzo di borsa (OPA a premio, come da prassi di mercato).

Venerdì 11 aprile 2014: a mercati chiusi arriva il comunicato del Cda di BANCA ETRURIA in cui si dice che, seppur in mancanza di un’offerta, si concede un periodo di esclusiva a Vicenza per addivenire a un accordo entro fine maggio 2014.

Nessun dettaglio su eventuali altri pretendenti, né sul perché di un esclusiva dopo mesi di data-room e soprattutto in mancanza di un’offerta e in presenza di un solo acquirente.

Maggio 2014: Popolare Vicenza presenta una proposta vincolante di OPA a € 1 (esattamente quanto valeva BANCA ETRURIA prima della mancata offerta di aprile) condizionata alla trasformazione in SPA (e molte altre cose) In pratica Vicenza dice “Ok, vi do un’euro, ma voi mi fate mettere il naso”.

Maggio 2014: Si alzano le barricate da parte del sindaco di Arezzo, dei politici, sindacati, associazioni. Il centro destra parla della difesa dell’aretinità della banca (un cult). Nella stessa giornata è stato anche annunciato che Luca Bronchi non è più il direttore generale dell’istituto, ma non è stato ancora ufficializzato il nome del successore: per ora le deleghe sono affidate al vice-direttore generale Cuccaro.

Maggio 2014: Il premio offerto è di oltre il 25% rispetto al prezzo di borsa e da Vicenza ci tengono a sottolinearlo nell’offerta. Viene qualche dubbio sulla mancata offerta di aprile e su un periodo di esclusiva per far calmierare il titolo e rendere più appetibile l’offerta. L’offerta ha data di scadenza metà giugno. La dirigenza di Banca Etruria è a colloquio con Bankitalia. Popolare Vicenza nel frattempo rastrella il mercato con un aumento di capitale che tutti immaginano finalizzato a questa OPA. In realtà, le verifiche della BCE riveleranno una situazione pesantissima e l’aumento di capitale sarà appena sufficiente a superare gli stress test. Ma questo nessuno lo immaginava.

Giugno 2014: L’offerta di Vicenza NON è stata ufficialmente rifiutata ma è stato dato mandato al Presidente per negoziare condizioni migliorative, ma queste negoziazioni (di cui non sappiamo nulla e di cui nessuno ha chiesto conto)  vanno per le lunghe e alla scadenza dell’offerta Vicenza non rinnova. Kairos riapre la posizione short e il titolo perde oltre il 50%.

Luglio 2014: viene dato mandato a Mediobanca (consulenti di Vicenza pre-offerta poi scaduta) per la ricerca dell’investitore, sfiduciando Rothschild e Lazard (o sono loro ad aver rinunciato al mandato? Non si sa, i dirigenti Banca Etruria non danno informativa).

Settembre 2014: viene dato mandato a Mediobanca di lavorare sulla trasformazione in SPA di BANCA ETRURIA, col fine di realizzare tale trasformazione in tempi brevi e convocare l’assemblea entro la fine dell’anno.

Ottobre 2014: pioggia di sanzioni sulla dirigenza presente e passata di BANCA ETRURIA su ordine di Bankitalia per violazione delle disposizioni sulla governance, carenze nell’ organizzazione e nei controlli interni, mancata trasparenza e altre. Nel frattempo continuano le ispezioni, che ormai sono permanenti. Bankitalia alcune banche le commissaria mentre per altre consiglia l’aggregazione.

Dicembre 2014: Bankitalia “impone” l’attivazione di un processo a Banca Etruria e organizza un incontro con il CdA post offerta iniziale di Vicenza.

20 Gennaio 2015: il governo vara il decreto sulla trasformazione delle Banche Popolari.

7 febbario 2015: Accordo siglato tra l’azienda e i sindacati: comporta fortissimi sacrifici per i dipendenti, sia in termini salariali che di organizzazione del lavoro. 

12 febbraio 2015: i commissari irrompono (letteralmente) durante il cda della banca assumendone il controllo. è l’inizio della fine. 

Paolo Casalini

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