Chiariamo il concetto, cercando di spiegarlo: nessun deficit arriva dal bilancio 2014, si tratta di un disavanzo corrente. Ovvero le entrate nel 2015, saranno meno di quanto aumenteranno le spese. Questo genererà un disavanzo di 2,5 milioni di euro al prossimo bilancio.
Il disavanzo CORRENTE infatti, indica la differenza tra le entrate correnti e le uscite. Il disavanzo è la perdita ottenuta al termine dell’esercizio finanziario annuale (spesa pubblica maggiore delle entrate pubbliche) che, riferendosi al bilancio statale, ha creato ed incrementano il debito pubblico, il quale viene di volta in volta finanziato tramite emissione di titoli obbligazionari su varie scadenze, come Bot e BTP.
In una amministrazione comunale questo non è possibile, per effetto del patto di stabilità. I comuni non possono indebitarsi, né emettere titoli a scadenza. Devono obbligatoriamente trovare l’equilibrio.
Per risolvere il problema della quadratura del bilancio, ci sono due strade ed è facilmente intuibile: aumentare le entrate, ovvero aumentare il gettito proveniente dalle entrate locali, oppure tagliare le spese.
Nel primo caso si tratta di agire sulle aliquote delle imposte che tutti conosciamo bene: Tari, Tares, Tia ecc. ecc. Nel secondo bisogna scegliere cosa tagliare. Alcune spese sono incomprimibili, quali ad esempio le spese per il personale: anche se in 9 anni questo è sceso da 925 a 575 dipendenti, al momento non è prevista la possibilità di licenziare. Restano solo settori da tagliare: scuola, sociale, cultura o sport… senza dimenticare la manutenzione, il decoro, la sicurezza!
Una sfida sul futuro della nostra città
Paolo Casalini



