Enrico Rossi ad Arezzo per parlare di sanit

 

Da molti giorni non sentiamo che parlare della riforma della sanità in Toscana e ci sono alcune cose che non capisco. Permettimi dunque di farti delle domande dirette. 

La prima è la logica: se grande è bello, grandissimo deve per forza essere bellissimo? Ma allora perché non facciamo una sola USL per tutta la Toscana e festa finita? Anzi già che ci siamo, facciamone una sterminata: una sola USL per tutta l’Italia e non ci pensiamo piu’. Perché no? Quale è la logica secondo cui una macro zona piu’ grande delle Marche, dell’Umbria, della Liguria, insomma piu’ grande di metà delle regioni italiane, è una buona idea, e invece una grande il doppio, ovvero grande tutta la Toscana non lo è? E seguendo la stessa logica, perché non farne una immensa, unica, smisurata, grande come tutta l’Italia? Un giorno chissà, potremo fare anche una USL grande come la stessa Europa. Sai che risparmi potremmo avere? Qual è la logica del tuo ragionamento? Il numero degli abitanti? La dimensione del territorio? Il numero tre, che essendo numero perfetto, permette risparmi di tipo esoterico?

La seconda è la geografia delle aree vaste. L’impressione mi perdonerai, è che siano state fatte stile Metternich: un segno sulla carta geografica e silenzio. La regione sono io, direbbe il granduca. Ebbene sappi che nella mia famiglia un tempo eravamo in cinque. Di questi cinque, ben quattro si sono operati in un centro che ho sentito chiamare di terzo livello: ovvero tutti a Firenze. Io per fortuna (mi ero rotto la spina dorsale) sono stato operato benissimo al Gemelli. Insomma nessuno fra di noi, si sarebbe mai sognato di andare a Siena. Non tanto perché non consideriamo questo ospedale un eccellenza (o forse si), ma soprattutto perché i collegamenti di area vasta non esistono. Per andare a Firenze ci sono treni ogni mezz’ora, per a andare a Siena ci vuole la diligenza che parte due volte al giorno e ci impiega tutto il giorno. Inoltre cosa non da poco, Siena è solo un paesone, con una ospitalità “d’elite” piuttosto caruccia, contrariamente a Firenze che nei pressi di Careggi, per coloro che devono assistere i malati, può vantare ostelli, case d’accoglienza e che, cosa non da poco, soprattutto grazie ai mezzi di comunicazione, non son neppure necessari.

Insomma tutti noi siamo contenti che si cerchino di ridurre gli sprechi. Siamo anche convinti che per le cose veramente difficili, sia necessario andare in un grande centro. Non siamo affatto convinti invece che creando tre ministeri di media grandezza, sarà possibile ottimizzare meglio il lavoro, soprattutto di coloro che non sono a diretto contatto coi malati. Il ministero allontana i controllori dai controllati, smaterializza i ruoli, rende anonima la dirigenza, e in ultimo permetti: è molto piu’ facile fare vita da imboscato! 

Un ultima domanda: perchè laddove si è tentata la strada dell’area vastissima in sanità, si sta tentando di fare marcia indietro? Non sarebbe il caso di andare a vedere prima cosa è successo? 

Grazie e perdona la semplicità delle domande, che tuttavia non credo siano banali.     

Paolo Casalini

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