Mi domando cosa mai vi sia d’islamofobo nella linea editoriale di InformArezzo e mi rispondo neanche un’ombra di preconcetto. Mi chiedo quando mai questo blog si sia caratterizzato in senso colpevolista contro chicchessia e mi do una risposta nel senso della precedente. Parto da qui per attestare a Paolo Casalini, direttore ed editore di questo blog, il mio sostegno morale (non più professionale) sulla questione non sua privata ( a mio modo di vedere ) di una querela che, mi giunge all’orecchio, lo avrebbe raggiunto a seguito della pubblicazione di un articolo in cui, nei giorni del massacro parigino nella redazione di Charlie Hebdo, InformArezzo dava conto ai suoi lettori delle rivelazioni del quotidiano italiano Il Tempo sulla presunta compromissione logistica con i terroristi di un ex Imam di Arezzo, successivamente risultato estraneo sia agli esecutori sia all’organizzazione di una via di fuga dal territorio francese.
Il blog di Paolo è un canale di informazione per certi versi unico nel panorama aretino tanto del giornalismo professionale quanto del bloggerismo serio. Diversamente diretto tanto da farmi paragonare InformArezzo ad un Parnaso della comunicazione, l’ultimo esistente on line in campo locale, in cui il disaccordo ha la podestà di regolare il confronto delle opinioni animate dalle notizie o dai commenti pubblicati. Mentre altrove la podestà è riconosciuta all’ unanimismo asettico.
A mio avviso sta in questo la caratura di InformArezzo e la immunizzazione di questo blog da qualunque pregiudizio tabù preconcetto nei riguardi tanto delle idee in circolazione quanto delle persone, senza che per questo la sua linea editoriale caracolli nel grigiore dell’imparzialità come certi giornali, avviliti a rango di carta assorbente, o come certi altri blog, scaduti in byte impermeabili a dare un’interpretazione, un taglio interpretativo, ai contenuti pubblicati a titolo informativo.
La principale espressione del carattere di InformArezzo sta nel dare a livello locale la notizia di interesse anche aretino pubblicata in prima battuta da altre fonti di informazione. E’ il caso dell’articolo che, stante lo spiffero pervenuto a me, costa all’editore di questo blog il deferimento all’autorità giudiziaria, a causa di una querela di parte.
Non entro nel merito della contestazione ma dico che la questione non è sua privata, non è isolata al Casalini che ad ogni buon conto andrà di persona, a giudizio, se vi andrà, ma io tifo per un’archiviazione al termine dell’indagine preliminare. Paolo dirige una linea editoriale esente da fobia contro chicchessia, semmai talvolta (se non di norma) è sbilanciato contro non è filo chiunque; edita un blog che definire garantista è poco; da spazio anche a chi (come me) gli leverebbe volentieri la tastiera dalle mani e gli spegnerebbe lo schermo. Se pubblica la ribattuta di un articolo in primis pubblicato da una fonte di informazione maggiore, è lui la fonte di questa informazione? No, InformArezzo è la fonte da cui il lettore viene a conoscenza di quella notizia se prima non l’ha appresa dalla fonte che l’ha scritta in prima battuta. Fonte della quale Casalini riporta nome e cognome nell’articolo per il quale è querelato.
Se siamo nella società dell’informazione, il che significa stare in una società in cui circolano le notizie, la querela all’editore di InformArezzo non è un suo guaio privato ma è il guaio di tutti i blog e i social network in rete, fino al facebook e al twitter personale di ciascuno di noi.
Per cui, se non lo faranno i giornalisti professionisti, che almeno ciascuno di noi dia il proprio sostegno morale all’editore di questo blog , altrimenti sconfessiamoci come beneficiari della società dell’informazione alla quale, chi più chi meno, devolve buona parte del tempo, anche come fruitore di InformArezzo.
Felice Cini



