Informarezzo si farà parte attiva nella organizzazione dell’evento (giovedì 10 dicembre alle ore 17) accanto a Francesco Macrì, che si è fatto promotore di un assemblea pubblica aperta a tutti coloro che, direttamente o indirettamente, hanno sofferto e pagato per il crack di Banca Etruria. Non è possibile tirarsi indietro: una occasione irripetibile per invitare politici di ogni colore, economisti, esperti di finanza, per dibattere e fare chiarezza sulle scelte che hanno messo in ginocchio il nostro territorio.
Pochi sono i punti in comune che legano politicamente il direttore di questa testata a Francesco Macrì. Ma ci sono momenti in cui ogni barriera ideologica, ogni divisione politica, ogni distinguo deve essere abbattuto. Oggi serve, come ho già scritto piu’ volte, assoluta unità di intenti.
Quando un paese deve affrontare un grave accadimento, non è più tempo per le polemiche, ma è invece il tempo di rimboccarsi le maniche, senza guardare piu’ le cose che ci dividono, ma cercando quelle che ci uniscono: in difesa del proprio paese, della propria città, della gente che è rimasta schiacciata da una delle peggiori pagine della storia economico/finanziaria, dal dopoguerra ad oggi.
Per questo ho aderito senza indugi, mettendo a disposizione le poche forze di cui dispongo, per la realizzazione di questa assemblea pubblica. Per questo ringrazierò personalmente tutti coloro che metteranno a disposizione la loro cultura economica, la loro forza politica, la loro collaborazione a qualsiasi livello, per il raggiungimento di un obiettivo che non può non essere condiviso: limitare quanto piu’ possibile il danno patrimoniale ai cittadini incolpevoli.
Attraverso questa testata, in coda a questo articolo, che continuerà ad evolversi, le notizie piu’ importanti in merito alla partecipazione e alle informazioni tecniche sull’evento.
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Il silenzio che aveva avvolto gli ultimi 10 anni di gestione di Banca Etruria, si è squarciato il 20 novembre, quando con un comunicato stampa, Palazzo Chigi ne annunciava il fallimento, insieme alle altre 3 banche commissariate.
In soli 20 minuti, 400 mila risparmiatori si sono trovati spogliati dei loro risparmi, persi tra mala gestione e cervellotici regolamenti europei. Oltre mezzo miliardo di euro tra azioni e obbligazioni, è il conto finale pagato solo dai risparmiatori della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio a cui dobbiamo aggiungere le perdite imponenti delle altre banche, prima commissariate e poi dichiarate fallite.
Per questo è stata convocata una assemblea pubblica presso il polo fieristico aretino, l’unico in grado di contenere l’enorme numero di disperati che ogni giorno scrivono e cercano di far conoscere la loro storia.
Sarà un incontro non politicizzato, nel quale si cercherà di far emergere una città trasparente ma molto arrabbiata, che ora deve finalmente essere anche unita e determinata.
Sarà un’analisi seria delle responsabilità, iniziando a prendere atto che il Sistema creditizio italiano, è stato saccheggiato e spogliato di un enorme patrimonio pubblico da politici e boiardi di Stato, che lo hanno occupato pur non avendo alcuna competenza del mondo della Finanza.
A farne le spese per primo è oggi il sistema cooperativistico, incarnato dalle banche popolari, che dopo essere stato drogato dalla acquiescenza dei soci che si limitavano a mantenere board inadeguati, senza fare nulla per abolire pesanti conflitti di interesse, subisce oggi l’impatto dei crediti deteriorati, ricaduti sui bilanci degli istituti facendoli deflagrare e facendone ricadere infine i costi sulla pelle della povera gente.
Il problema di Banca Etruria è oggi non solo di tutta la città di Arezzo e di tutte le correnti del pensiero politico, ma anche di tutti i territori ove la banca ha operato, essendo estesa su ben 7 regioni.
Se il primo obiettivo, rappresentato dalla salvaguardia dei posti di lavoro è stato forse assicurato (ma ne siamo certi?), adesso la preoccupazione è la salvaguardia dei risparmi della gente e infine le ricadute economiche che la vendita della banca, obbligatorio per decreto, comporterà.
All’assemblea degli azionisti e obbligazionisti truffati, sono invitate tutte le cariche istituzionali e i parlamentari eletti nel territorio a qualunque idea appartengano.
Paolo Casalini



