Il Prof. Ivo BIAGIANTI, dell’Università di Siena
Presenterà il libro:
PERDONARE, MAI DIMENTICARE
(Forgive, but never forget)
L’omaggio del Mondo ai Martiri di Civitella
(Edizioni Effigi)
A cura di
Santino GALLORINI
In tanti hanno sentito parlare dell’efferata strage di Civitella, Cornia e San Pancrazio, in cui, il 29 giugno 1944, furono massacrati dai nazifascisti oltre 200 civili inermi, di un’età compresa tra 11 mesi e 84 anni.
Quest’anno ricorrono i 70 anni, da quei tragici avvenimenti e l’Associazione Civitella Ricorda, che con ammirevole impegno mantiene vivo il ricordo di quei poveri morti, mi ha chiesto di preparare una pubblicazione, dove fossero riportati i più significativi commenti, lasciati dai visitatori sui Registri della Sala della Memoria, della quale proprio nel 2014 ricorre il 10° anniversario della sua inaugurazione.
Ho accolto l’invito, sia per gratitudine verso la stessa Associazione, che in occasione della mia indagine sulla strage di Civitella, mi ha gentilmente messo a disposizione memorie, documenti, foto e quanto altro, sia per rendere un mio piccolo omaggio alle Vittime della strage, verso le quali provo un deferente sentimento di affetto.
Immaginavo di trovarmi di fronte molti commenti, magari anche in lingue straniere, ma non sospettavo minimamente quale che fosse la loro quantità e la loro essenza.
Ben 11.731 persone, di 61 Paesi del Mondo, hanno lasciato una traccia sui Registri della Sala della Memoria di Civitella. Una ventina le lingue utilizzate, dalle più conosciute, come inglese, francese, tedesco e spagnolo, alle più rare, come basco, ebraico, svedese oppure le più ostiche, come il cinese, il giapponese o il russo.
Dall’analisi dei commenti, possiamo constatare che tra i visitatori-pellegrini della Sala della Memoria, troviamo persone originarie di Civitella, ma ormai emigrate, anche da più generazioni, in Paesi anche molto lontani, come California o Brasile. Vi appaiono parenti dei trucidati il 29 giugno 1944, partigiani o loro figli, ex militari inglesi o loro familiari.
Se molti sono arrivati a Civitella, consapevoli della sua storia recente, tanti altri si sono ritrovati qui per caso, magari sbagliando strada, cercando un ristorante, spinti dalla curiosità.
Il primo impatto è con la superba bellezza del paese e dei luoghi circostanti. Ma, tanta bellezza, contrasta “come un pugno sullo stomaco”, con la scoperta del massacro che qui è stato compiuto dai nazifascisti. E questo spinge i visitatori-pellegrini a lasciare un loro scritto sui Registri.
Molto belli e profondi parecchi commenti, certuni senza dubbio commoventi. Essi passano dalla sorpresa per la scoperta della feroce strage, alla pietà per le vittime, alla solidarietà per i sopravvissuti, alla condanna delle ideologie di morte – responsabili di tanti immani disastri – a parole di perdono per i colpevoli, fino all’invito – ripetuto infinite volte – a non dimenticare mai quello che è accaduto, affinché non si ripeta di nuovo, in nessuna parte del Mondo.
Davvero toccanti certi commenti di visitatori, provenienti dalla Germania che, con un coraggio che spesso a noi italiani manca, sostengono come sia doveroso far sapere ai figli e ai nipoti quello che nell’ultima Guerra Mondiale, i loro padri e nonni hanno criminalmente commesso a Civitella e in tanti altri luoghi dell’Europa occupata dalle armate naziste. Si vergognano e lo scrivono, senza pudore e ipocrisie.
Sui Registri troviamo parole dolci, per i bambini morti; parole di consenso e incoraggiamento per chi ha voluto la Sala della Memoria e la custodisce affettuosamente. Parole di ammirazione per come la gente di Civitella ha reagito alla barbarie, per come le vedove e gli orfani hanno ricostruito il loro paese. Parole di elogio per l’assenza di qualsiasi traccia, di odio e risentimento, dal materiale presente nella Sala
Da qui l’unanime Omaggio del Mondo ai Martiri di Civitella e la convinzione che la Sala della Memoria sia utilissima, per evitare che si perda la memoria di quello che possano produrre, nell’animo umano, certe ideologie di morte. Un indispensabile baluardo, da mostrare a tutti, a cominciare dai bambini, contro il ripetersi di simili barbarie, in qualsiasi parte del mondo.
Ufficio Stampa



