La mazzata sulle tariffe dei rifiuti per la Provincia di Arezzo ci sarà, va calcolata l’entità ma ci sarà e credo che tutte le forze politiche debbano sostenere la battaglia dei Sindaci per dire “no” ad una scelta che pesa sui Cittadini. Però c’è un altro aspetto importante che pare sfuggire ai più e che non riguarda solo quest’anno. La domanda è: chi pone, o meglio impone, la “mazzata” o più genericamente le tariffe ai Cittadini e alle Imprese? Chi risponde se il corrispettivo costi-servizi non dovesse essere competitivo e giusto per i Cittadini? Non solo per quest’anno, ma anche per i prossimi anni. Questo non si capisce ed infatti se mettiamo insieme le due dichiarazioni attribuite a Fabrizio Vigni, Presidente di Sei Toscaana, ci troviamo dinnanzi, mi pare, a delle contraddizioni. Prima dichiarazione: Vigni sembra sostenere che non sarà Sei Toscana a decidere i piani tariffari, ma che spetterà all’ Assemblea di Ato Sud. Poco dopo, sempre parole attribuite a Vigni, si viene a sapere che i “criteri, i parametri e gli standard” sono stati fissati dal bando di gara vinto da Sei Toscana; bando di gara che Sei Toscana è chiamata a rispettare. Siccome, però, le tariffe si pongono non in maniera astratta, ma proprio in base a criteri, parametri e standard ciò pare significare, allora, che già nel bando di gara sarebbero stati definiti i presupposti per determinare le tariffe. Quindi alla domanda: chi decide le tariffe, la risposta giusta quale sarebbe? Ma non solo: quanto i contenuti del bando di gara espletato da Sei Toscana influiscono nella determinazione tariffaria? Siamo dinnanzi ad una privatizzazione alla “toscana”, quelle che politicamente piacciono tanto ad una certa sinistra, dove il “quasi” privato gestisce un servizio in regime di sostanziale monopolio e dove nessuno di fatto risponde di quel che i Cittadini e le Imprese pagano perché si apre un meccanismo burocratico inestricabile? E poi: se il bando di gara non si può derogare significa che San Zeno verrà portato a 75mila tonnellate? Perché noi continuiamo a dire che nel Piano Regionale sui rifiuti così come nel bando di gara, che è “vangelo” per chi lo vince, il potenziamento di San Zeno è di 75mila tonnellate non di 55mila come si scrive nel Piano Interprovinciale. Insomma la domanda è: chi decide la “mazzata” o, senza polemica, chi decide le tariffe? Chi risponde del rapporto costi-servizi? E poi i contenuti della gara – che pare di capire che Sei Toscana voglia rispettare alla lettera – si possono derogare anche per San Zeno? A questo punto per entrambe le questioni, tariffe e San Zeno, Sei Toscana ci dia una risposta. Non vogliamo polemizzare, ma insomma se le dichiarazioni dell’incontro di ieri saranno confermate lo stato di incertezza è tale che rende tutti, Cittadini ed Imprese, molto impotenti dinnanzi a scelte che paiono sempre più politicamente “anonime” quando si tratta di capire chi le fa.
Lucia Tanti Capogruppo PDL-FI Provincia di Arezzo
Ufficio Stampa



