La Dodecapoli: un

 

 

 

A coordinare l’iniziativa il sindaco di Chiusi Stefano Scaramelli, dell’assessore al sistema Chiusipromozione Chiara Lanari, dell’assessore Giovanni Tarantini del Comune di Perugia, capofila del progetto, alla presenza dei rappresentati istituzionali degli altri Comuni aderenti al progetto “Dodecapoli” ovvero Arezzo, Castiglione della Pescaia, Cerveteri, Chiusi, Cortona, Formello, Grosseto, Montalto di Castro, Perugia, Piombino, Tarquinia e Volterra.

I comuni, uniti da caratteristiche sociali ed economiche simili, hanno avviato il percorso per la richiesta di iscrizione delle città etrusche al patrimonio dell’Unesco, elaborando un progetto di candidatura unitaria che “superi il concetto del monumento o del singolo sito, ma si orienti verso la ricostruzione del sistema delle città-stato, valorizzando non solo le caratteristiche artistiche dei singoli siti, ma i valori comuni che le uniscono”.

Il progetto, che comprende quindi tre Regioni: Toscana, Umbria e Lazio, ha un comitato scientifico che supporterà la candidatura Unesco presieduto dal professor Mario Torelli dell’università di Perugia, uno dei massimi esponenti viventi della storia etrusca a livello mondiale.

DODECAPOLI ETRUSCA: un progetto culturale e turistico per Arezzo. Riflessione di Pier Luigi Rossi

Il progetto “Dodecapoli Etrusca ” è stato firmato  a Chiusi dai dodici Sindaci delle antiche città etrusche ancora oggi attive nel territorio vissuto 2500 anni dal popolo etrusco.

La sua firma ha un valore significativo ed attuale perché segna un inizio di un modo nuovo di realizzare un moderno marketing territoriale con idee, iniziative coordinate assieme da amministrazioni diverse per presentare la cultura, l’arte, il paesaggio, la spiritualità del popolo etrusco che ha abitato sulla stessa terra, dove noi ancora oggi viviamo.

Oltre a richiedere all’ Unesco il riconoscimento del territorio della “Dodecapoli Etrusca” come patrimonio della umanità, la firma congiunta dei dodici Sindaci apre un orizzonte nuovo nel fare turismo di qualità rivolto a persone desiderose di conoscere la vita degli Etruschi.

Per Arezzo il progetto “Dodecapoli Estrusca” apre una pagina per richiedere con dignità e serietà il ritorno della Chimera e della Minerva nella terra della loro nascita. Quando la Chimera venne fusa ad Arezzo, Firenze non esisteva!

La sede più degna e più significativa delle due statue bronzee è la fortezza recuperata alla vita degli Aretini.

Così si può chiudere un lungo periodo storico iniziato con il loro trasferimento a Firenze, che avvenne nella stessa epoca in cui Cosimo I dei Medici ordinò la distruzione della splendida cittadella medioevale costruita sul colle più alto di Arezzo, San Donato, dipinta da Giotto, per costruirvi sopra la fortezza medicea  diretta alla dominazione fiorentina di Arezzo.

Siamo solo all’inizio del progetto “Dodecapoli Etrusca” al cui interno potrà trovare la degna e motivata richiesta di “deposito temporaneo” della Chimera e del ritorno definitivo della Dea Minerva ad Arezzo. Abbiamo davanti grandi difficoltà reali per concretizzare il nostro traguardo culturale, ma lo scenario nuovo è aperto con la firma dei dodici Sindaci. Bisogna coglierlo e viverlo appieno.

In una società globale non si può vivere senza una identità storica e territoriale.

Senza memoria non esiste la identità storica di un popolo. Il progetto culturale che abbiamo davanti a noi, mira a recuperare la memoria e i simboli della nostra civiltà aretina.

La Associazione “ Terra di Arezzo” dopo lo straordinario successo di partecipazione alla visita guidata alla fortezza medicea di Domenica 30 Marzo,  organizzerà in tempi brevi la presentazione alla città del progetto  “Dodecapoli Etrusca”.  

 

 

 

Ufficio Stampa

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