Il partigiano Renzino, seminarista e paracadutista

La recente uscita del libro di Santino Gallorini, “La memoria riunita”, dedicato alla biografia del comandante partigiano “Renzino” ed alle vicende che portarono alla sanguinosa strage di Civitella, Cornia e San Pancrazio, ha dato modo di riscoprire anche il personaggio Edoardo Succhielli, che oltre ad essere stato un protagonista della Resistenza aretina, ha successivamente ricoperto altri incarichi – quale il sindaco di Civitella tra il 1951 ed il 1955 – e nella sua lunga vita si è ritrovato in ruoli che, almeno all’apparenza, possono sembrare alquanto distanti tra loro.

Infatti, dal libro si è saputo che Succhielli ha passato circa quattro anni della sua adolescenza, nel Seminario dei Padri Maristi di Castiglion Fiorentino. Vi era entrato, spinto da una vocazione giovanile, di certo sbocciata anche sull’esempio della madre di Edoardo, Corinna, molto religiosa e praticante. Poi, per problemi di salute, era stato costretto a lasciare il seminario. Padre Marcello, attuale parroco del Rivaio, con la Comunità Marista, scoperti i trascorsi da “apostolino”, del futuro comandante Renzino, ha fatto recapitare a Succhielli una pubblicazione, uscita nel 2009, in occasione dei cento anni del Rivaio. Ed Edoardo ha gradito il pensiero, anche perché tra le fotografie ivi pubblicate, si è riconosciuto in alcune di esse, sia quale fresco seminarista del primo anno, che con addosso la talare al quarto anno.

Altro periodo particolare della vita di Edoardo, è quello che lo ha visto indossare la divisa di ufficiale dei paracadutisti. Prima alla famosa scuola di Tarquinia, poi nella Divisione Nembo, tra il 1942-1943. Infine, dopo la parentesi da partigiano, è entrato nel Gruppo di Combattimento Folgore, operativo sulla Linea Gotica tra la fine del 1944 e l’aprile 1945, quando sfondò le linee tedesche, liberando vari centri del Nord Italia. E la scoperta di Succhielli paracadutista, ha portato ad una simpatica cerimonia, svoltasi in concomitanza della presentazione del libro, il 28 giugno, nella Sala Consiliare del Comune di Civitella. Infatti, i dirigenti della sezione aretina dell’Associazione Paracadutisti, hanno richiesto all’archivio della Scuola di Paracadutismo di Pisa, la certificazione, con la data del “brevetto” da paracadutista di Edoardo; quindi, il 28 giugno, il capitano Mino Faralli, presidente onorario della sezione, assieme all’attuale presidente Giuliano Caroti ed altri soci, hanno consegnato in forma ufficiale, all’antico sottotenente della Nembo e della Folgore, l’attestato che ne ricorda il passato da paracadutista, tra gli affettuosi applausi dei numerosissimi intervenuti.

 

Probabilmente, in un prossimo futuro, qualcuno si accorgerà di altri singolari aspetti di quest’uomo semplice, se non umile; come ad esempio quando in piena guerra di Corea, nella sua qualità di sindaco, riuscì a far approvare all’unanimità, al Consiglio Comunale di Civitella, una mozione per la Pace.

Ufficio Stampa

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