E ora sono “cazzi amari”: il

Una decisione che potrebbe cambiare il quadro politico. Potrebbe aprire addirittura un vuoto istituzionale! La Corte Costituzionale, dopo una lunga camera di consiglio, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’attuale legge elettorale. Illegittime sia le norme che prevedono l’assegnazione del premio di maggioranza, sia quelle che stabiliscono la presentazione di liste elettorali “bloccate” con l’elettore impossibilitato a esprimere la preferenza.

Insomma la Corte ha fatto in 48 ore quello che il Parlamento non è riuscito a fare negli ultimi anni, sia in questa che nella legislatura precedente. A  nulla erano valse le esortazioni del Presidente Napolitano, gli scioperi della fame di Giachetti, il milione e duecentomila firma raccolte dai referendari di  Parisi. Un parlamento incartapecorito e immobile, non riusciva a fare altre che rimpallarsi tra una camera e l’altra.

Ma la domanda che vorrei fare al presidente Rossi, è quale sorte adesso toccherà al Cinghialum? Quanto tempo passerà prima che qualche giudice non sottoponga anche la legge elettorale toscana al tritacarne costituzionale?

Gli effetti giuridici di questa decisione, che di fatto cancella il Porcellum, decorreranno a partire dal deposito delle motivazioni della sentenza che dovrebbe avvenire la prossima settimana. “Resta fermo – sottolinea la Consulta – che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali”.

 

Forse stavolta, vista la situazione, ci riusciranno.

Paolo Casalini

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