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In una delle numerose serate, che la lista “Cittadini Uniti per il Bene comune” ha organizzato nelle varie frazioni castiglionesi, ho assistito ad un intervento di Bruno Benigni, ex Assessore alla Sanità della Regione Toscana, politico di razza, impegnato nello SPI-CGIL nazionale e Presidente del Centro “Franco Basaglia” di Arezzo.
Premetto che, pur avendo avuto una lontana militanza in un partito avverso, ho sempre avuto grande stima per Bruno Benigni, per la sua semplicità, il suo essere riservato, quasi schivo, anche quando aveva incarichi che a molti altri avrebbero di sicuro fatto montare la testa. E la stima si era accresciuta lo scorso anno, nel constatare il suo impegno diretto, per convincere la dirigenza del PD castiglionese e gli ex amministratori, a fare chiarezza sull’enorme deficit comunale, a chiedere scusa ai Castiglionesi e a fare qualche passo indietro, per marcare una netta discontinuità con il passato. Ovviamente, sappiamo come è finita: un arroccamento dei responsabili del dissesto, un progressivo smarcamento di molti dirigenti ed iscritti al PD, che poi si sono riuniti in Area Democratica, contribuendo in modo determinante all’aggregazione con altre forze politiche, che ha portato alla nascita della lista “Cittadini Uniti per il Bene comune” ed alla candidatura a sindaco di una persona brava, onesta, corretta e capace, come Paolo Filippi.
La sera di cui voglio raccontare, dopo numerosi interventi di candidati e di cittadini elettori, ha chiesto la parola Bruno Benigni, si è alzato, ha preso il microfono e poi, con toni misurati, ma fermi e duri come roccia, ha commosso tanti di coloro che lo hanno ascoltato, in un silenzio quasi religioso.
Ha ripercorso la sua storia, che coincide con quella della sinistra castiglionese. Prima nel PCI, a coinvolgere i contadini nelle dure battaglie sindacali e politiche del primo dopoguerra. Con i suoi interventi nelle tante aie contadine, durante la trebbiatura, per sensibilizzare i coloni anche a temi grandi, come la Pace oppure per organizzarli durante i duri scioperi anche politici, ai tempi della “legge truffa”.
Dopo la lunga carriera nel Partito Comunista, che come ho accennato, lo porterà ad arrivare a ricoprire il prestigioso, ma impegnativo incarico di assessore regionale alla Sanità, in seguito alla svolta della “Bolognina”, entra nel PDS, poi nei DS ed infine nel Partito Democratico.
In questo percorso politico, ha avuto la soddisfazione di vedere la sinistra arrivare a governare anche il suo paese, Castiglion Fiorentino. All’inizio, tutto sembrava andare per il meglio ed i consensi aumentavano ad ogni tornata elettorale. Fino ad anno scorso, quando arrivò la Relazione degli ispettori ministeriali che faceva già capire quali guai si stessero per abbattere su Castiglion Fiorentino, per colpa dei suoi ultimi amministratori.
E lì Bruno Benigni ha ricostruito le ultime vicende, con una chiarezza esemplare, sottolineando come Castiglioni torni dopo neppure un anno dalle passate elezioni alle urne, non perché il centro-destra ha messo in minoranza la maggioranza di centro-sinistra, non perché il prefetto ha destituito il sindaco Cesarini, non per altri motivi esterni, ma perché il PD che lo doveva sostenere lo ha costretto alle dimissioni dato che gli voleva imporre “la presentazione di un bilancio falso”. Durissime le critiche all’operato dell’ex sindaco Paolo Brandi, al segretario comunale del PD, che incredibilmente era lo stesso Brandi, ai suoi stretti collaboratori, ma anche alla dirigenza provinciale PD di Arezzo, che si è dimostrata insensibile agli appelli degli iscritti castiglionesi e prona al volere “brandiano”.
Da questo vulnus alla stessa Democrazia a Castiglioni, accantonata per far posto ai personalismi, al culto del capo, ad atteggiamenti clientelari, è nata quella spaccatura che ha portato alla nascita di Area Democratica e poi, in vista delle prossime elezioni, alla ricerca di una vasta alleanza con forze politiche e movimenti di cittadini, che ha visto realizzare la lista guidata da Paolo Filippi.
Benigni ha sottolineato come tutti i tradizionali alleati del PD – Federazione della Sinistra, SEL, PSI, IDV – qui a Castiglioni siano alleati con la lista “Cittadini Uniti per il Bene comune” e non con l’altra lista che fa riferimento al partito locale e che ha a capo un personaggio davvero singolare, con qualche problemino di coerenza, chiarezza delle posizioni, rinnovamento e discontinuità con la passata amministrazione. Ma oltre ai tradizionali alleati, sono entrati nella lista di Paolo Filippi anche la Lista di Ugo Caporali, l’UDC e l’API. Un’alleanza davvero ampia e con persone provenienti da diverse sensibilità, ma tutte accumunate dall’amore per Castiglioni, dall’impegno serio e coerente per traghettare il Paese, il Territorio ed i Cittadini verso un futuro meno drammatico del presente, ereditato dall’ex sindaco Brandi.
Bruno Benigni ha concluso dicendosi convinto che Castiglioni potrà farcela soltanto se gli elettori daranno la loro fiducia a Paolo Filippi ed alla lista “Cittadini Uniti per il Bene comune”. Solo in questo caso, pur con le innegabili difficoltà finanziarie ereditate, Castiglioni invertirà il trend negativo. Solo in questo caso, verranno ripristinati i processi democratici, che sono alla base di qualsiasi comunità civile e che coinvolgono fattivamente i cittadini nelle importati scelte che devono essere prese dall’Amministrazione Comunale.
Dopo questo appassionato e coinvolgente intervento, dettato dal cuore del vecchio militante, che è entrato in Politica – quella con la P maiuscola, oggi spesso latitante – per SERVIRE e non per scalare poltrone, onorificenze e relativi “valsenti”, ebbene ho capito che nel duello con Bittoni, è Paolo Filippi il vero vincitore morale. Per adesso, in attesa di essere anche il vincitore della sfida elettorale che lo vedrà Sindaco dei Castiglionesi.
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Santino Gallorini



