Lettere: pavoni e pavoncelli… e tacchini !

… assieme a personaggi di sicuro convinti nella loro battaglia per mantenere la Provincia di Arezzo, c’erano dei piccoli “pavoncelli” di quarta classe, che svolazzavano dietro le colonne – starnazzando e precludendo agli interessati (come me) l’ascolto degli oratori; ogni tanto godevano nel vedersi riconosciuti da qualcuno che li salutava. A loro volta, i pavoncelli facevano la ruota ai veri “pavoni”, rappresentati da certi giornalisti, della carta stampata, delle tv e/o del web, che con un’intervista, una foto, una citazione, possono elargire loro una vera “felicità” …
Certo che non hanno ragione di protestare coloro che hanno retto il “sacco” a Monti!
E poi, mi chiedo, fino al 1970 abbiamo fatto a meno delle regioni a statuto ordinario, veri centri di spreco poco controllato, mentre dagli inizi del 1800 ci sono le province. O si eliminavano del tutto le province oppure si eliminavano le regioni. Ma in Italia siamo bravi a creare dei “mostriciattoli” di ogni tipo e quindi non mi stupisco più di tanto.
Mi dispiacerebbe finire sotto Siena, città che pur amo e considero la più bella d’Italia. Non per campanilismo, ma per l’oggettiva mancanza di legami (storici, geografici, infrastrutturali ecc.) tra la Città del Saracino e la Città del Palio. Però, se venisse azzerata la fallimentare classe politica, amministrativa, finanziaria, bancaria, e culturale che da mezzo secolo e più governa Siena (con parentele anche ad Arezzo) e si terminasse almeno la Due Mari dal Monte a Rigomagno, mi dispiacerebbe un po’ meno …

Santino Gallorini

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