Dare al sindaco Bittoni quello che

 

Poco più di un anno fa, ebbi l’occasione di scambiare diversi punti di vista con il dottor Luigi Bittoni, allora Presidente dell’Ente Serristori. Tra le altre cose, ricordo che lo sentii più che contrario alla proposta di riconversione dell’ex Zuccherificio in centrale-inceneritore. E motivava quella sua contrarietà con una serie di condivisibili obiezioni, legate al gravissimo impatto sull’ambiente, sul paesaggio, sulla salute, a fronte di quasi inesistenti benefici occupazionali. Interpretai quindi come lo sbocco naturale a quelle sue convinzioni, la successiva sua adesione ad Area Democratica, il raggruppamento degli iscritti al PD castiglionese, che chiedevano più democrazia interna, discontinuità con la gestione di Brandi e un nuovo atteggiamento verso la Sadam-Maccaferri e il suo pericoloso progetto. Bittoni era così ben convinto di quegli ideali condivisi, che fu perfino proposto quale candidato a Sindaco per la allora costituenda Lista Cittadini Uniti per il Bene Comune.

Qualche tempo dopo, sfumata la sua candidatura con la Lista, lessi sui giornali che forse era lui il candidato per la lista concorrente, che si rifaceva al PD ufficiale, ancora saldamente nelle mani dell’ex sindaco. Lo chiamai al telefono per sapere se ancora fosse stato di quelle idee che mi aveva manifestato pochi mesi prima. Bittoni si disse più convinto che mai di quanto aveva sostenuto e continuava a sostenere ed alla mia obiezione su che cosa ci faceva con coloro che mi parevano (e/o si manifestavano chiaramente) di tutt’altro avviso sulla riconversione dell’ex Zuccherificio, rispose che sarebbe stato coerente con le sue idee. Mi parvero delle parole di circostanza, anche se in cuor mio continuavo a sperare.

Poi ci furono le elezioni, con la risicata vittoria del PD, che portò Luigi Bittoni sullo scranno più alto di Palazzo San Michele, con le polemiche, i ricorsi e le azioni giudiziarie, che ad oggi non hanno trovato soluzione.

Verso i primi di giugno, apparve nella trasmissione Report un servizio relativo ad un progetto realizzato dalla Sadam-Maccaferri nel Reatino, che dimostrava di quale pasta fosse fatta l’azienda e quanto mantenesse le promesse fatte. Nell’inviare il link della puntata al sindaco Bittoni, gli espressi la mia speranza che fosse ancora dell’opinione manifestatami mesi avanti. Con mia sorpresa e grande soddisfazione, mi rispose quasi subito, dicendosi sempre della medesima opinione.

Arriviamo al 19 giugno 2012. La maggioranza consigliare del comune di Castiglion Fiorentino, guidata dal sindaco Bittoni, votò assieme ai due consiglieri della Lista Cittadini Uniti per il Bene Comune, un Atto d’Indirizzo, che obbligava l’Amministrazione a opporsi al progetto di centrale-inceneritore della Sadam. Il capogruppo PD, nonché segretario comunale, si astenne e apparve evidente il braccio di ferro tra lui ed il sindaco. Sui giornali apparve un comunicato della Lista Cittadini Uniti per il Bene Comune, con cui si dava atto “al Sindaco Bittoni di aver fatto proprie le istanze che il Comitato Tutela Valdichiana e la Lista Cittadini Uniti per il Bene Comune, hanno rappresentato”.

Da allora, almeno ufficialmente, mai un arretramento, mai un ripensamento, mai una delle classiche piroette politiche, alle quali ci aveva ben abituato il suo predecessore, “padre politico” della malsana idea riconvertiva.

Fino alle clamorose azioni di pochi giorni fa. Per prima cosa, ricordo il Documento Congiunto, sottoscritto dai sindaci di Castiglion Fiorentino, Arezzo, Cortona, Foiano, Lucignano, Marciano, Monte San Savino, riuniti proprio a Castiglioni il 19 dicembre u. s..

I Sindaci della Valdichiana sostengono nel documento che “deve essere sostenuto e garantito il principio di prevenzione per la salute della popolazione esposta agli impianti a combustione”; che “la centrale a biomasse proposta ha ricadute negative non trascurabili in tutti i territori della Valdichiana sul piano sanitario, ambientale, paesaggistico, storico, culturale e lavorativo/occupazionale”; che “non è affatto provata, né garantita, la sostenibilità economica, ambientale ed energetica del progetto presentato”; che “il progetto in questione, per potenza, ubicazione e metodo di funzionamento non risulta coerente con le linee di sviluppo dei Comuni della Valdichiana”; che “il progetto è incompatibile con la vocazione storica, culturale e turistica della Valdichiana”; che “tale progetto è contrario alle Linee guida nazionali … che … prescrivono … il riutilizzo di aree degradate; la riduzione nel consumo di nuovo suolo; la cogenerazione; il rispetto della biodiversità, delle tradizioni agroalimentari locali, del patrimonio culturale e del paesaggio rurale”; che “non si tiene conto della compresenza di altri impianti a biomasse o biogas che interessano i nostri territori”.

Pertanto, i Sindaci della Valle concludono invitando la Sadam a “predisporre un progetto REALMENTE ALTERNATIVO rispetto a quello presentato e comunque compatibile con il territorio, tendenzialmente omogeneo, dei nostri Comuni, e che sia rispettoso delle vocazioni locali, oltre che coerente con gli aspetti sanitari, urbanistici, paesaggistici, ambientali”.

Una vera BOMBA! Alla quale si aggiunge la DELIBERA, approvata all’unanimità dalla Giunta Comunale di Castiglion Fiorentino il successivo 21 dicembre. In essa si dice che dopo aver preso atto di “tutti gli studi scientifici esistenti sugli impianti di questo genere, i quali evidenziano importanti ricadute per l’uomo, sull’apparato respiratorio e cardiovascolare e con essi ricadute sulla salubrità del territorio e sull’intera catena alimentare”. Dopo aver considerato INIDONEA la localizzazione dell’impianto proposta dalla Sadam, anticipando la sua contrarietà ad una variante urbanistica. Dopo aver rilevato che il progetto della Sadam non rispetta gli accordi sottoscritti negli anni passati. Alla fine Deliberano che il progetto “non può essere assolutamente condiviso” dall’Amministrazione Comunale castiglionese. Gli stessi concetti sono poi stati presentati quali osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale.

Insomma, al momento, pur non volendo esprimere valutazioni generali sull’Amministrazione Comunale castiglionese, non possiamo trascurare il lineare comportamento del sindaco Luigi Bittoni, che fino ad oggi non ha mai perso occasione per ribadire con dichiarazioni, comportamenti ed atti ufficiali, la propria avversità al progetto di riconversione dell’ex zuccherificio in centrale-inceneritore a biomasse. Di conseguenza, dobbiamo dare atto a Bittoni che su questi temi si è mostrato coerente e di questo non possiamo che compiacercene.

Santino Gallorini

 

Ufficio Stampa

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