Cambiando l’avversaria il risultato cambia. Il Castello Group, sia detto con tutto il rispetto possibile, è una squadra che lotterà per non retrocedere e gli amaranto l’hanno liquidato con un 4-0 in un tempo che lascia pochi dubbi. Il Flaminia Civita Castellana, al di là del nome infelice è squadra di rango, che punta alle prime posizioni in classifica e pareggia al città di Arezzo con un meritato 0-0.
Tutto qui? No, perché non sono importantissimi i risultati, in questa fase iniziale (anche se il Castel Rigone, vera favorita del torneo, ha già due punti di vantaggio sui ragazzi di Bacis) conta molto comprendere quali sono i punti deboli di una compagine che vuol vincere il torneo e si pone questo come unico obiettivo accettabile.
L’Arezzo è in grado di mettere in campo un ottimo undici di partenza, con il solo punto debole dell’esterno destro difensivo, dove Pierpaolo Galasso si dimostra inadeguato per un torneo di vertice (non da ora, ma dallo scorso torneo). Altre cose si possono forse migliorare (con un puntello robusto a centrocampo, per esempio), ma complessivamente ci siamo.
Un problema chiaro è apparso quello dell’approccio alla partita, completamente sbagliato. I ragazzi in amaranto si sono mossi come pachidermi in confronto alle gazzelle del Civita (almeno nel primo tempo) che, grazie alla sola punta in campo, hanno avuto buon gioco a centrocampo e gestito la situazione come più gli aggradava. C’è poi da segnalare che la squadra, oltre che lenta e poco grintosa, è apparsa spesso piuttosto lunga, anzi spezzata. Tra centrocampo e attacco c’era di mezzo il mare e questo è un aspetto da rivedere.
Se poi si considera che Rubechini (uomo determinante per le fortune dell’Arezzo nel ritorno dello scorso anno) in questa fase è l’ombra di se stesso, ecco che si comprende lo 0-0 contro il Flaminia, ma anche che occorre porre rimedio ai difetti di cui sopra se si vuole una squadra vincente in campionato.
A nostro parere, però, un limite importante è rilevabile nella panchina amaranto, che non appare così buona come la compagine che scende in campo. A parte Sensi, Nofri (che quando Rubechini è nelle condizioni attuali dovrebbe giocare…) e forse Pozzebon, è tutto da scoprire.
Purtroppo questo scialbo pareggio interno è arrivato in una fase nella quale la società contava sull’avvicinamenteo dei tifosi allo stadio, avvicinamento rimandato a momenti migliori.
Le notazioni di cui sopra non vogliono essere una critica negativa sul lavoro svolto dagli addetti ai lavori, ma uno stimolo a fare meglio, anche visto l’obiettivo che la società si pone e la città pretende.
Alla prossima.
Gianni Brunacci



