Ieri se n’è andato il nostro Giancarlo. Un lottatore, sempre di buon umore, riferimento costante dei radicali fiorentini e toscani tutti. E’ il primo radicale che ho conosciuto in vita mia e, ironia della sorte, era un cattolicone persino praticante …e radicale. Sarebbe contento di sapere che abbiamo finalmente ottenuto, proprio oggi, il registro dei testamenti biologici a Massa. Sarebbe contento perché accoglieva con soddisfazione ogni piccolo passo avanti in qualunque città o paese, perché sapeva che l’importante è fare passi avanti, per quanto piccoli. Come ho già detto e scritto, Giancarlo è una persona che si è contenti di aver conosciuto. Io l’ho conosciuto. Abbiamo mangiato a casa sua, ci siamo riuniti a casa sua, abbiamo anche festeggiato a casa sua. Non ha mai saltato un incontro, un convegno, un congresso. All’ultimo sedeva accanto a me a tavola, ma era armato di una mascherina che toglieva solo per mangiare. Anna mi stava di fronte ed era più del solito protettiva verso di lui. La prima volta lo incontrai tanti anni fa al ristorante in piazza dei culi, dove ci eravamo dati appuntamento; lui lavorava alla Standa e spesso capitava a Massa. Per questo è stato il primo radicale che ho incontrato. Il registro lo dedico a lui. Non so se lo saprà, ma lui era convinto di sì.
Stamani mi sono alzato prima del solito e sono andato a Firenze, a Sesto per la precisione. Nella chiesa di San Martino ho partecipato al funerale di Giancarlo. Era credente, era cattolico, era radicale e cattolico. Ha avuto la funzione che voleva e tutti noi abbiamo partecipato. Una funzione davvero strana. Una chiesa piena di radicali, una chiesa come non se ne vedono spesso. Il partito era rappresentato da diversi onorevoli e senatori: Rita Bernardini, Marco Perduca, Maurizio Turco, Maria Antonietta Farina Coscioni, Donatella Poretti e poi Marco Cappato, Mina Welby, Antonella Casu, Sergio Rovasio ed infine naturalmente tanti toscani. Antonio che sempre si veste di nero, per l’occasione ha sfoggiato una camicia bianca, Vincenzo ha fatto avanti e indietro per tutto il tempo, la Valentina mi ha parlato delle meraviglie della cura Zamboni e di come adesso sia in grado di apprezzare il sole, di prenderselo in viso, di goderne, mentre prima era solo una sofferenza. La Livietta appena mi ha visto mi ha detto “ero sicura che ti avrei trovato qui”; una semplice, piccola frase che mi ha fatto piacere. Eravamo tutti sicuri che ci saremmo visti a questa cerimonia. Pannella, che era stato a trovare Giancarlo in ospedale, stamani non ha potuto esserci. Comincia ad essere stanco. Giancarlo avrebbe o ha capito. Marco sta facendo il possibile come sempre e spesso il possibile è qualcosa che va al limite delle nostre forze. Abbiamo seguito la cerimonia. I credenti fra di noi, partecipando in modo attivo, gli altri assistendo ad un rito al quale sono estranei, ma partecipando pienamente a quell’addio. Ci siamo scambiati anche il segno di pace ed io l’ho scambiato proprio con Mina Welby che mi stava vicina. Erano anni che non seguivo una funzione e forse non ho mai scambiato segni di pace con nessuno, mi fa piacere che sia capitato con Mina. Il figlio di Giancarlo ha parlato del padre ed è stato anche questo curioso. Nella chiesa risuonavano i suoi ricordi delle battaglie di Giancarlo e nostre per i diritti civili. Infondo in un altro mondo non ci sarebbe nulla di strano a sentir parlare di diritti civili da un pulpito, ma in questo mondo fa davvero un certo effetto. Alla fine c’è stato un applauso, ma non è stato un applauso di rito, c’era davvero la certezza che Giancarlo ha fatto il suo dovere di cittadino e di uomo. Sono state ricordate le sue doti, la sua disponibilità, il suo buon umore, la sua forza, la sua concretezza. Ho accennato al fatto che Giancarlo avrebbe colto anche l’occasione del suo funerale per cercare nuove iscrizioni e contributi e mi è stato risposto che se ne erano fatte due. Probabilmente le ultime due iscrizioni raccolte (idealmente se non materialmente) da Giancarlo. Elisa al termine della cerimonia mi ha detto “Carlo, sei rimasto tu della vecchia guardia”, mi ha preso una strana sensazione, ma Elisa si può permettere tutto. Stamani comunque mi sentivo a casa.
Dimenticavo… Tornando a casa mi sono sentito (ancora grazie a Radio Radicale) il congresso del PDL con gli interventi di Berlusconi e Alfano. Sentire questi parlare dei valori: del valore della vita (mentre noi avremmo quello della morte) e del valore della famiglia fatta come si deve… beh!! è uno spettacolo deprimente, qualcuno prima o poi si accorgerà della differenza, anche fra coloro che dicono di non buttarla nell’ideologia!!!
Carlo Del Nero



