L’editto bulgaro di Civitella

 

 

Dopo l’editto bulgaro del 2002 di Berlusconi contro Biagi, Santoro e Luttazzi, ieri 27 febbraio 2010 nel Consiglio Comunale di Civitella è stato approvato dalla maggioranza consiliare il vergognoso editto Dindalini (Gilberto e Massimiliano) contro Costanza Mangini, giornalista di RAI 3 Toscana.

Secondo il PD dindaliniano la giornalista si sarebbe resa colpevole di aver dato una rappresentazione “parziale e fuorviante del territorio” di Civitella. Ciò sarebbe accaduto quando, all’indomani della chiusura delle indagini sul noto caso Chimet, si è messa in contatto con il Comitato dei cittadini di Civitella e ha intervistato alcuni cittadini interessati. Dal testo dell’editto Dindalini si evince che la giornalista nel fare le interviste ai cittadini avrebbe dovuto rivolgersi non al Comitato dei Cittadini ma “ai presidenti di associazioni culturali, sociali e sportive” (magari sopratutto a quelli che hanno beneficiato di sponsorizzazioni da parte della Chimet)  nonché ai “responsabili del PD” e agli esponenti del “gruppo di maggioranza eletto in consiglio comunale”. Queste pretese appaiono oltre che delle volgari indebite ingerenze verso l’autonomia dell’informazione anche completamente deliranti rispetto al semplice andamento dei fatti: come tutti sanno l’inchiesta Chimet è nata proprio da un esposto del Comitato dei cittadini (che peraltro in pochi giorni raccolse oltre 3.000 firme per bloccare l’ampliamento della Chimet) e non certo dall’iniziativa dei responsabili del PD o di qualche Presidente di associazione sportiva.  Peraltro l’affermazione contenuta nell’editto Dindalini circa il fatto che la popolazione sarebbe indignata per il servizio di RAI 3 è priva di ogni sia pur minimo riscontro, assolutamente falsa e – alla luce dei reali avvenimenti – anche ridicola. Noi di Democrazia Partecipativa in questi quasi tre anni abbiamo partecipato a decine di assemblee pubbliche, a diversi consigli comunali aperti, a tutte le fasi dell’inchiesta pubblica, al processo partecipativo sulla revisione del piano strutturale e abbiamo sistematicamente rilevato la preoccupazione dei cittadini per i casi di leucemia, per l’inquinamento ambientale, per le condizioni disastrate del nostro territorio. Le persone a cui fa riferimento l’editto non le abbiamo mai viste e mai sentite e pensiamo che – a parte i responsabili del locale PD – non esistano neanche.

L’editto Dindalini tenta – senza alcuna possibilità di successo (a proposito chi è il geniale estensore: Gilberto o Massimiliano?) – di contrastare la cruda verità dei fatti. Essa è rappresentata dalle gravissime ipotesi di reato formulate dai magistrati come il disastro ambientale e, nei confronti del Sindaco Dindalini Massimiliano, dall’accusa di aver commesso il reato di non aver tutelato la salute dei cittadini in varie occasioni ed in particolare quando nel 2006 uscì la diossina dai camini della Chimet ed egli pur sapendolo non adottò nessun provvedimento e peraltro tenne vergognosamente segreta la cosa. A proposito di questo vorremmo sapere se il restare abbarbicato alla poltrona dell’inquisito Massimiliano Dindalini è in linea o no con le direttive nazionali del PD. 

In realtà l’editto dimostra per il PD di Civitella il problema non è che sul nostro territorio ci sono il triplo dei casi (e di morti) di leucemia rispetto a quelli attesi, ma il fatto che venga detto in televisione. Per il PD di Civitella il problema non è che molti cittadini che abitano vicino alla Chimet hanno l’acqua dei pozzi inquinata ma il fatto che questo venga detto dagli stessi cittadini in televisione. Insomma per il PD non conta la realtà ma il fatto che la si racconti in televisione.

Il gruppo consigliare Democrazia Partecipativa esprime solidarietà alla giornalista Costanza Mangini che – facendo molto bene il suo lavoro – si è resa colpevole solo di aver sollevato un velo e aver  ben  rappresentato la verità. Siamo però certi che il caporedattore del TG 3 Toscana, il CDA della RAI, la Commissione di Vigilanza della RAI e l’ordine dei giornalisti professionisti (mancava solo che l’editto fosse inviato al consiglio di sicurezza dell’ONU) non prenderanno in alcuna considerazione le sconclusionate farneticazioni del PD di Civitella perché palesemente inconsistenti e – a nostro avviso – anche diffamatorie nei confronti della giornalista.

Invece – purtroppo – rimane la macchia che i Dindalini e la maggioranza consigliare hanno indirettamente appiccicato all’intera comunità di Civitella facendola sembrare quello che in realtà non è: illiberale, censoria e anche poco intelligente.

 

Gruppo consigliare Democrazia Partecipativa Civitella – Pieve al Toppo, 28 febbraio 2010

La redazione

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