“Dopo il pignoramento presso il Comune di Arezzo di 13.000 euro che erano destinati all’Ente Filarmonico” afferma il prof. Camillo Brezzi nell’articolo uscito su La Repubblica lunedì scorso “per poter completare lo svolgimento del programma con il concerto di Pasqua abbiamo assegnato in via straordinaria 10.980 euro ad Arezzo Città del Vasari che in realtà esiste da tempo. La signora Ambrosio, che dell’Ente Filarmonico era il Presidente, di questa associazione è solo membro. I vertici tecnici del Comune mi hanno assicurato che il comportamento è legittimo”.
Abbiamo pensato molto su che cosa scrivere oggi.
Un resoconto dettagliato e documentato su quanto affermato dal prof. Brezzi in occasione dell’incontro aperto al pubblico della IV° Commissione Consiliare tenutosi martedì pomeriggio?
Perché no, magari con qualche gossip e curiosità di corridoio.
Oppure un articolo che forse “giornalisticamente non buca” su come l’ Amministrazione Comunale ha sempre gestito con spregiudicatezza le carriere e gli incarichi interni dirigenziali?
Probabilmente non si tratta di illegalità manifeste. Si certo, politicamente può dar fastidio e può alimentare il clima di forte critica verso questa Giunta, ma niente di più.
Allora forse è meglio un articoletto sarcastico, spregiudicato, capace di interessare anche i meno avveduti, che punti ancora l’indice sulla “leggera” e “maldestra” gestione delle risorse pubbliche.
Giocare un po’ sull’ironia per ottenere l’attenzione sia dei pochi (politici) che dei più (cittadini).
Ecco l’intuizione!
In fondo “cos’è il genio ? è fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione” come amava ricordare il Perozzi nel primo indimenticabile “Amici Miei”.
Decidiamo di affrontare il nostro racconto, come sempre in chiave melanconicamente ironica e lo spunto ce lo fornisce proprio l’egregio prof.Brezzi allorché afferma “i vertici del Comune mi hanno assicurato che il comportamento è legittimo”.
Del resto crediamo interesse di tutti prendere atto che mentre il paese sta per affrontare l’impopolarità di una manovra da 24 miliardi di euro a base di drastici tagli di spesa, al Comune di Arezzo diciotto dirigenti, i vertici del Comune al quale fa riferimento il prof. Brezzi, si spartiscono la modica somma di Euro 1.387.254 come retribuzione lorda annuale.
“Se non vuole il pdf io metto la tabella in Word. Se però poi lei la compila, i campi scrollano tutti in giro”
A parte il lato grottesco della frase sopra riportata tratta dalla corrispondenza tra due dirigenti, si rivela quanta fatica stanno facendo le pubbliche amministrazioni per imparare a comunicare.
E forse il miglior maestro è proprio il linguaggio del web, che insegna ad essere brevi, chiari e concreti.
Sul web il burocratese non può reggere, il linguaggio di internet costringe tutti, aziende e istituzioni, a scendere dal piedistallo e a chiedere l’attenzione della gente.
Ma chi sono i dirigenti del Comune di Arezzo che debbono chiedere attenzione alla gente? E soprattutto con quale concorso pubblico sono stati assunti? Sono davvero garanti della legittimità degli atti dell’Amministrazione Comunale? Ed infine hanno usufruito in qualche modo delle cosiddette progressioni verticali? Concentriamo le nostre attenzioni soltanto su quest’ultimo punto e poiché l’ egregio Prof. Camillo Brezzi ha avuto da rimproverarci sulla incomprensibilità e difficoltà di lettura del precedente post inerente i preparativi per i festeggiamenti del cinquecentenario della nascita del Vasari, proviamo a farlo con linguaggio “burocratese”.
“Sii astuto come un cervo! – Che bischerate tu dici il cervo non è astuto, se mai astuto come una volpe. – Si ma la volpe un c’ha mica le corna!”
Dal 1° gennaio 2010 le amministrazioni italiane non possono più promuovere i loro dipendenti senza bandire un concorso pubblico. In altre parole non possono concedere avanzamenti di carriera con accordi interni. Sono obbligate ad aprire il concorso a tutti i cittadini italiani, al massimo possono riservare agli interni una quota dei posti disponibili.
La norma sulle promozioni non è certo una novità assoluta per il pubblico impiego.
Il principio è stato affermato nel 2002 già dalla Corte costituzionale, che in una sentenza ha dichiarato illegittimi i concorsi riservati ai soli interni.
Cosa è cambiato allora con l’entrata in vigore della legge Brunetta? Per i dipendenti dei ministeri e dello Stato centrale non è cambiato praticamente niente, perché qui la prescrizione della Corte è una regola consolidata da anni.
Per chi invece lavora nei comuni, nelle province, nelle regioni, qualche effetto pratico potrebbe esserci.
In queste amministrazioni il principio del concorso pubblico è stato talvolta aggirato, facendo valere un altro principio costituzionale: quello dell’ autonomia degli enti locali. Insomma, i comuni hanno sempre fatto un po’ come volevano, e lo stesso si può dire di province e regioni.
Confidiamo nella pazienza dell’attento e scrupoloso lettore, per raccontare come per alcuni funzionari del Comune di Arezzo sia stato ben troppo facile essere nominati direttori.
Dapprima una imprescindibile premessa.
Il 9 ottobre 2009 il Consiglio dei Ministri ha definitivamente approvato il decreto legislativo di attuazione della Legge Brunetta di riforma della Pubblica Amministrazione (Legge n. 15 del 4 marzo 2009).
Nell’ottica di una corretta procedura per il conferimento degli incarichi, l’ amministrazione pubblica deve individuare strumenti per realizzare un’adeguata pubblicità relativamente ai posti di funzione vacanti, dando la possibilità di candidarsi ai dirigenti che, in possesso dei requisiti necessari, ritengono di avere la professionalità idonea allo svolgimento del relativo incarico; ma anche prevedere che l’amministrazione compia un’adeguata ponderazione per individuare il dirigente di ruolo, o, se non possibile, la persona estranea al ruolo stesso, che abbia le caratteristiche più rispondenti e la professionalità più idonee allo svolgimento dell’incarico; ed infine agire in base ad una programmazione, evitando la creazione di vacanze e di eccedenze.
Il primo aspetto, al di là del contributo alla trasparenza, risponde alla necessità di perseguire l’efficienza. Infatti, consentendosi una più ampia «candidatura», dovrebbe essere più agevole l’individuazione del dirigente che meglio può attagliarsi allo specifico fabbisogno.
Stop, quindi, al fa-da-te sui dirigenti, niente più incarichi ai dipendenti in aspettativa privi di qualifica.
“La riforma elimina la possibilità che le pubbliche amministrazioni conferiscano incarichi dirigenziali ai propri dipendenti, privi di tale qualifica, posti in aspettativa”, cancellando dall’ordinamento le progressioni verticali, sostanzialmente dei concorsi interni, sostituendole con concorsi pubblici aperti a tutti, nei quali è ammissibile la sola riserva di posti per i dipendenti dell’Ente che indice il concorso, fino al massimo del 50% dei posti previsti nel bando.
Un incarico dirigenziale attribuito ai sensi dell’art. 19, comma 6, del D.Lgs 165/2001, infatti, altro non è se non una vera e propria assunzione, sia pure a tempo determinato.
Dunque è vietato promuovere gli interni se contemporaneamente non si assume qualche esterno. E siccome di assunzioni e di concorsi in questi anni non se ne fanno quasi più, anche le promozioni sono di fatto bloccate.
Le promozioni di cui stiamo parlando sono per l’appunto le sopraccitate “progressioni verticali”, cioè quegli avanzamenti che fanno salire il dipendente a un grado e a un ruolo superiore. Non rientrano in questo discorso invece le “progressioni orizzontali”, quelle che non comportano un vero avanzamento di carriera ma solo uno scatto economico sullo stipendio
Sindaco Giuseppe Fanfani, sei stato nominato!
Al Comune di Arezzo, con provvedimento n. 935 del 27.2.2008, si è provveduto a collocare in aspettativa per incarichi dirigenziali a tempo determinato, senza assegni, i seguenti dipendenti:
M.C. – Responsabile Pianificazione Urbanistica;
C.A. – Responsabile Ufficio Sportello Polivalente;
I.O. – Responsabile Ufficio Risorse Umane;
M.P. – Responsabile Ufficio Servizi Educativi e Scolastici.
A fine anno, con deliberazione n. 867 del 29.12.2008, si è disposta l’ attivazione delle procedure finalizzate alla copertura a tempo indeterminato di quattro posizioni dirigenziali.
In data 4.1.2010 con provvedimento n. 7, richiamata la deliberazione n. 769/2009 con la quale è stato approvato lo schema di bilancio di previsione per l’anno 2010 e considerato che nell’ambito degli stanziamenti previsti in tali atto, la spesa per il personale ha subito delle importanti contrazioni, si è altresì determinato di revocare le procedure finalizzate alla copertura dei 4 posti di dirigente.
Fantastico, la riforma Brunetta è stata applicata e non sono state deliberate progressioni verticali senza indizione di un concorso pubblico aperto a tutti!
Macchè, con provvedimento n. 4417 del 30.11.2009 si è già provveduto ad attivare ad hoc le procedure di mobilità tra enti ex art. 30, comma 1 e 2 bis, relativamente alla copertura delle posizioni dirigenziali di Responsabile Sportello Polivalente e di Responsabile Risorse Umane, ritenendo opportuni scaglionare nel tempo le coperture delle posizioni dirigenziali.
Risultato della procedura di mobilità?
Il funzionario dr.ssa C.A. è nominata dirigente a tempo indeterminato responsabile dello Sportello Polivalente e il funzionario dr.ssa I.O. è nominata dirigente a tempo indeterminato responsabile delle Risorse Umane (i curriculum sono visualizzabile all’indirizzo:
http://www.comune.arezzo.it/retecivica/URP/URP.nsf/PESDocumentID/E2B5B6001597C9E8C12576000038317D?opendocument&FROM=nztvprgtt62)
Entrambe erano state “nominate” in data 28.2.2008 dirigenti con incarico a tempo determinato ex art. 110 D.Lgs 267/2000 fino al termine del mandato del Sindaco.
Già nell’aprile 2008 un articolo uscito sul quotidiano “Il Corriere di Arezzo” titolava “troppo facile per i quattro nuovi direttori” facendo per l’appunto riferimento alle “nomine a tempo determinato dei quattro nuovi dirigenti, in carica fino al 31.12.2008, con buone possibilità di un prolungamento a tempo indeterminato, poiché di solito questi tipi di contratto si fanno ad hoc, per dei progetti, ma poiché in questo caso non vi è nessun progetto, nessuna causa impedirà il prolungamento a tempo indeterminato”.
Ancora nell’ottobre 2009 un articolo uscito sul quotidiano La Nazione quantificava in circa Euro 65.000 le retribuzioni lorde delle sopracitate dirigenti, segnalando altresì che se la base “tabellare è uguale per tutti, poi a fare la differenze sono anzianità e incentivi”.
I dirigenti sono direttamente responsabili, in via esclusiva, in relazione agli obiettivi dell’ente, della correttezza amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione.
Sono quindi anche responsabili, e così strategicamente lo ricorda l’egregio Prof. Brezzi sull’articolo di “Repubblica”, sulla legittimità degli atti.
Probabilmente la politica del personale del Comune di Arezzo deve essere rivisitata in toto con una trasparente e chiara ridistribuzione delle risorse interne.
Troppe le persone a “comandare” con stipendi oltre i 70 mila euro e poche le persone che lavorano veramente a cui viene riconosciuto un basso salario, nell’ ordine anche di 1/10 rispetto al dirigente.
“E mentre i dipendenti diminuisco i dirigenti aumentano” (Corriere di Arezzo – 10.4.2008)
L’auspicio, con l’applicazione della legge 150/09, è che i margini per l’ assegnazione di incarichi dirigenziali a contratto si restringano esclusivamente a soggetti dotati di professionalità di particolare eccellenza, come più volte ha sottolineato la Corte dei Conti, tali da assicurare con certezza un incremento qualitativo della professionalità dei ruoli dirigenziali.
Peraltro l’attribuzione di incarichi dirigenziali a dipendenti interni non potrebbe che avvenire, in assenza di concorso pubblico, per sola via fiduciaria; ma sia la legge 15/2009 sia il D.Lgs 150/2009, come detto, hanno inteso attuare le sentenze della Corte Costituzionale secondo le quali “l’ assegnazione degli incarichi dirigenziali su sola base fiduciaria risulta incostituzionale”.
L’attento lettore a questo punto del racconto si domanderà: “e degli altri due dirigenti nominati a tempo determinato nel febbraio 2008 che notizie abbiamo?”.
Con decreto del Sindaco n. 234 del 30.12.2008 è stato conferito alla dr.ssa M. P. l’incarico dirigenziale di direzione dell’Ufficio Servizi Educativi e Scolastici e Servizio Sociale Integrato.
Con lo stesso decreto è stato rinnovato all’arch. M.C. l’incarico dirigenziale dell’Ufficio Pianificazione Urbanistica.
Per la serie tutto è bene quello che finisce bene!
O forse è soltanto una “tarapia tapioco, la supercazzola brematurata con scappellamento a destra, come fusse antani” del grande conte Lello Mascetti.
Sta di fatto che questi dirigenti garantiscono all’organo politico che li dirige (e li ha promossi) che “i comportamenti messi in atto dall’ Amministrazione sono legittimi”.
Gli articoli del Grillo Parlante http://www.informarezzo.com/letteredelgrillo/index.1.html
La redazione



