Tradotto per noi: Nazioni Unite, sospetti di nepotismo.

 

 

 

Articolo pubblicato sul Washington Post il 28 Ottobre 2009  scritto da Colum Lynch: un caso di nepotismo che colpisce una delle organizzazioni più importanti al mondo, le Nazioni Unite. Ovviamente la vicenda in sé non ha niente di incredibile, ma a stupire e’ il contesto e il soggetto. Infatti il malcapitato e’ proprio un Italiano che lavora alle Nazioni Unite e che si vede soffiare sotto al naso il posto di lavoro da un’altra persona con conoscenze altolocate. La vicenda ovviamente suscita scalpore dato che offre uno spaccato delle Nazioni Unite che alla maggior parte delle persone rimane nascosto e al quale non siamo abituati.

Articolo tradotto da Cesare Baccheschi

Nicola Baroncini, un dipendente a contratto delle Nazioni Unite dell’Italia, stava facendo una operazione di routine, passare in rassegna la posta del suo principale, quando e’ incappato su di una e-mail che avrebbe cambiato il suo destino.

Il supervisore di Baroncini aveva ricevuto un messaggio dall’inviato delle Nazioni Unite in Congo chiedendole di violare le regole delle Nazioni Unite e assumere sua figlia al posto di Baroncini. Questa posizione per lui era provvisoria, ma sperava di poterla mantenere.

Quello che e’ seguito non e’ molto bello. Dopo aver appreso che qualcuno lo aveva scavalcato per quel posto di lavoro, Baroncini ha perso la calma e ha colpito l’avambraccio di una guardia di sicurezza al quale poi e’ stato ordinato di espellere Baroncini dall’edificio. Baroncini ha detto che ha colpito la guardia per autodifesa dopo essere stato attaccato, colpito e preso a manganellate. L’incidente, inusuale, mette in evidenza un fenomeno che Baroncini e altri affermano essere di uso comune nelle Nazioni Unite: il nepotismo. “Questo modo di fare le cose non può andare avanti” ha detto Baroncini. Il suo caso ha innescato una indagine interna alle Nazioni Unite in seguito alla manipolazione del processo di assunzione da parte di un dipendente.

Non ci sono casi particolarmente scottanti di nepotismo all’interno delle Nazioni Unite, ma tra le fila del segretariato e delle varie agenzie delle Nazioni Unite sono inclusi figli e nipoti dei luminari dell’organizzazione e di diplomatici esteri. Molti dei posti più importanti per il peacekeeping, di political affair e simili, sono riservati per ufficiali con legami politici di alto rango anche all’interno degli Stati Uniti.  Lo statuto delle Nazioni Unite afferma che coloro che prestano servizio all’interno dell’organizzazione siano indipendenti dai loro governi; si vieta anche l’assunzione di perenti. Ma le regole sono da molto tempo state violate. Marrak Goulding, nel suo libro Peacemonger pubblicato nel 2003, che per un periodo ha diretto il dipartimento di peacekeeping delle Nazioni Unite, afferma che ha fatto fatica a dimostrare la sua indipendenza dopo che e’ stato nominato dal governo inglese.

Le Nazioni Unite, l’organizzazione con più impiegati, afferma che e’ frequente sentir parlare di nepotismo. Ma il gruppo ha affermato che saranno iniziate delle riforme nell’organizzazione. D’Escoto ha assunto il nipote americano Michael Clark, come assistente; e un altro nipote, Sophia Clark, come vicesegretario per lo staff. Anche la figlia e il genero del presidente dell’Assemblea Generale, Ban Ki-moon, lavora all’interno delle Nazioni Unite. “C’e’ qualcosa che non funziona” ha affermato Thomas Ginivan, vice-presidente del dipartimento che si prende cura dello staff. ‘Lui riveste una delle cariche più importanti, ma e’ comunque difficile per lui assicurare che le regole siano rispettate. E” molto difficile per lui perché lui stesso ha approfittato di questa situazione’.

Prospettive divergenti

Gli Ufficiali delle Nazioni Unite affermano che l’organizzazione ha scrupolosamente cercato di evitare i favoritismi. Qualche mese dopo che Ban era stato assunto come presidente dell’Assemblea, il suo genero e’ stato promosso da Staffan de Mistura (il principale inviato delle Nazioni Unite in Iraq) ad un profilo più alto: a capo dello staff dell’organizzazione con base in Iraq.

De Mistura ha affermato che ha assunto Chatterge perche “aveva ‘bisogno di una persona proveniente dall’esercito” per controllare l’espansione dell’organizzazione in Iraq e non perché lui era il figlio di Ban. Chatterje si e’ preso cura della sicurezza in Iraq per conto di Mistura durante gli ani novanta, prima che lui incontrasse la figlia di Ban.

“Per due anni siamo riusciti a non avere nostri dipendenti feriti oppure uccisi”, ha affermato De Mistura. “Il capo dello staff era il mio braccio destro nel gestire le priorità principali e anche quelle secondarie”.

Chatterje ha affermato che lavorare in una istituzione dove il proprio suocero e’ il capo non e’ una fortuna, ma piuttosto un problema e lui ha di recente rifiutato un lavoro che lo avrebbe fatto avanzare di livello; sarebbe dovuto divenire il primo ufficiale in Nambia, ma lui ha rifiutato perché questo avrebbe significato lavorare direttamente sotto Ban. “Fino ad adesso sono stato un modesto lavoratore che e’ stato riconosciuto per il merito del suo lavoro piuttosto che per colui con il quale io ero imparentato”, ha affermato Chatterje. “Quando vengono fuori domande inerenti al nepotismo mi si spezza il cuore”.

Altri ufficiali affermano che il nepotismo non ha giocato nessun ruolo nell’assunzione della figlia di Ban, Hyun Hee-ban. Lei ha fatto domanda di assunzione alle Nazioni Unite nel marzo del 2003 attraverso un regolare bando di concorso. Il vero problema, ha affermato lei, e’ il patronato della politica delle varie cariche interne.  “Ciò che più mi tormenta non e’ tanto l’assunzione di familiari, ma piuttosto le modalità attraverso le quali gli ambasciatori sono nominati” per condurre operazione umanitarie e di pace, ha affermato Bellamy.

Io non ho fatto niente di male

Nel caso di Baroncini, l’accusa di nepotismo e’ dovuto ad una e-mail ricevuta dal suo capo e inviata da Alan Doss, il principale inviato in Congo. Doss, ha chiesto che la sua figlia fosse assunta anche se la sua candidatura si sarebbe sovrapposta con la sua.  Se venisse fuori che Doss ha abusato della sua posizione egli potrebbe andare incontro a censura. Ci si aspetta che il caso sia chiuso il prossimo mese.  Nel frattempo Baroncini apparirà di fronte alla corte a New York, dove dovrà rispondere di accuse di terzo grado di aggressione, accuse relative all’incidente con la guardia. Lui ha affermato che vuole portare il caso in giudizio.

“Io non ho fatto niente di male”, ha affermato. “I sono stato vittima di nepotismo, rappresaglie, aggressione e sequestro”.

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/10/27/AR2009102703560.html?wprss=rss_print/asection

 

Cesare Baccheschi

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