Sono un appassionato aretino, seguo la Giostra del Saracino e sono attaccato sia ad essa che al mio Quartiere. Ho visto infinite Giostre e moltissime situazioni, ma quello che è successo in queste ultime due edizioni è sorprendentemente negativo. Da questo inverno il clima era teso e si polemizzava con dichiarazioni più o meno di fuoco sul passaggio di un giostratore e sulle sue legittime scelte. La città tutta conosceva le problematiche e le situazioni che si potevano verificare con un clima così surriscaldato. Per impedire che ciò avvenisse è stato fatto poco, se non niente, non sono stati aumentati i controlli durante la sfilata, si è permesso addirittura l’incredibile, l’aggressione al giostratore mentre si reca al pozzo, cosa mai avvenuta nella storia della Giostra. Se tutto ciò è attribuibile nella Giostra di Giugno alla mancanza palese e reale di tali eventi, ugualmente non scusabile, così non è per l’edizione di Settembre, dove era certo, in base a quanto avvenuto a Giugno, che la probabilità del ripetersi di tali episodi fosse molto alta e prevedibile. La Magistratura della Giostra, il Magnifico Maestro di Campo, la Polizia Municipale, non erano a conoscenza, come invece lo era tutta la città, che tali episodi fossero quasi certi? Non è compito di tali figure quello di prevenire e smorzare eventuali momenti di tensione? Non è anche questo il compito a loro assegnato?E se non loro di chi? Io credo che sia loro compito, perché sono d’accordissimo, è molto difficile prevedere e prevenire tafferugli estemporanei, ma è loro DOVERE prevedere (cosa semplice in questo caso) e prevenire fenomeni di tensione i cui albori si erano avuti in momenti molto anteriori alla Giostra. Ad esempio, non sarebbe stato opportuno, prevedere uno schieramento “rafforzato” delle forze di Polizia in Via Roma dopo quanto accaduto a Giugno? Non sarebbe stato opportuno attuare un piano in piazza che prevenisse quanto poi è successo ai danni di Farsetti?
Io credo che quanto è accaduto poteva essere evitato, bisogna porre un rimedio, più di un rimedio, ad una situazione che se dovesse sedimentarsi nel tempo, porterebbe a eventi di rischio che dovevano e potevano essere impediti.
ANONIMO
Anonimo quartierista di Colcitrone



